Il flop dei saldi risparmia soltanto la città

altCommercianti preoccupati: giro d’affari in forte calo rispetto al 2013
(da.c.) Due mesi fa, all’avvio della stagione dei saldi, il centro studi nazionale di Confcommercio aveva stimato un giro d’affari potenziale per il settore abbigliamento e calzature di 3,7 miliardi di euro. Soltanto 100 milioni in più rispetto al 2013. Ma pur sempre un segno positivo. Che le vendite scontate lasciavano presagire in modo diffuso. A distanza di 60 giorni, le cifre del consuntivo tracciano un quadro diverso. Per certi aspetti desolante. I saldi non sono stati forse un flop, sicuramente

però sono rimasti a grande distanza dalle ottimistiche previsioni di inizio luglio.
Si parla complessivamente di un 10% di calo rispetto all’estate di un anno fa. Con punte più alte nei piccoli centri.
Insomma, una botta – l’ennesima – all’economia dei territori, già fortemente penalizzati dai riflessi lunghi della crisi.
In effetti, Como e la provincia lariana non si sono differenziati troppo dalle cifre in rosso del resto del Paese. Il presidente della Confesercenti comasca, Claudio Casartelli, parla di «annata triste» e snocciola numeri da incubo.
«Dopo i primi giorni in cui sembrava che le cose potessero andare bene, si è visto un calo diffuso delle vendite. Penso che alla fine si sia perso ancora dal 15% al 20% sul fatturato di un anno fa, che pure era stato probabilmente il peggiore degli ultimi decenni». Le attese e le speranze dei commercianti non sono state insomma «confermate. A un inizio confortante è seguita una costante e continua discesa». Casartelli parla addirittura di «desolazione», seppure mitigata da una riflessione sul «cambiamento delle abitudini dei clienti». Questi ultimi, dice il presidente della Confesercenti di Como, «non aspettano più i saldi per trovare l’affare. Oggi le possibilità di acquisti promozionali sono numerose e continue, l’apporto dei saldi in termini di fatturato si fa di anno in anno sempre minore».
Sguardo d’assieme negativo è anche quello gettato da Giansilvio Primavesi, presidente della Confcommercio di Como, il quale ridimensiona (ma nemmeno troppo) il calo del giro d’affari e salva invece i colleghi commercianti del centro storico cittadino, gli unici beneficiari della ciambella di salvataggio lanciata loro dai turisti stranieri. «Mi sono fatto dare qualche dato – dice Primavesi – e la situazione appare molto variegata. In generale, la media è negativa. In luglio e agosto si aggira su un meno 8%. Una media condizionata dal risultato di alcune zone non turistiche». In città e sul Lago, spiega il presidente di Confcommercio, «la stagione è stata salvata dai turisti che hanno comprato in saldo ma anche dai prodotti della nuova stagione». Il turismo, in particolare quello straniero, è il fattore X che evita la débacle al settore. Ma non dappertutto. «Ci sono mancati i clienti italiani, gli acquirenti abituali. In poche parole, coloro i quali fanno il secondo acquisto per colmare il guardaroba. È accaduto a Cantù e a Erba – dice Primavesi – dove le sofferenze sono state più alte. E a Ponte Chiasso, dove è andata male soprattutto in agosto perché gli svizzeri non si sono visti». Il centro storico del capoluogo si è salvato. «Questo conferma il nostro auspicio di sempre, ovvero lavorare su un futuro fatto di turismo non soltanto stagionale», conclude il presidente di Confcommercio.

Nella foto:
La stagione dei saldi si è chiusa con un risultato molto negativo, almeno stando alle considerazioni dei commercianti

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