Il franco scende sotto quota 1,06. Moneta elvetica sempre più forte

Franco Svizzero

Dopo un inizio di settimana all’insegna del rialzo, l’euro ha vissuto giorni difficili nei confronti del franco svizzero che venerdì ha chiuso le contrattazione sotto quota 1,06.
Secondo la gran parte degli analisti del mercato dei cambi, la moneta elvetica è in questo momento frenata dalla Banca Nazionale Svizzera (Bns) che sta comprando una valanga di euro e di dollari.
Le riserve di divise estere della Bns sono aumentate nel mese di febbraio di 5,12 miliardi di franchi e, secondo la comunicazione ufficiale dell’istituto di Berna pubblicata sul proprio sito Internet, hanno raggiunto un totale di 769,09 miliardi. L’ammontare totale delle riserve – escluso l’oro – sfiora adesso i 775 miliardi di franchi contro i 769 miliardi di gennaio.
Il massiccio intervento della Bns è servito sin qui a evitare il decollo del franco. A febbraio l’euro ha perso mezzo decimo di punto e il dollaro è sceso contro il franco a 0,9637 rispetto a 0,9702.
Il fatto è che la crisi innescata dall’epidemia di Coronavirus sembra stia rafforzando ulteriormente la moneta svizzera come bene rifugio. I dati sui depositi a vista degli istituti elvetici sono in questo senso espliciti: 7 miliardi di franchi in più soltanto nel mese di febbraio, pari all’1,2%. La cosa curiosa è che l’aumento è dovuto unicamente alle banche straniere, che hanno accresciuto i loro depositi di Zurigo di 8,5 miliardi: un + 10% da record, a fronte di 1,5 miliardi smobilitati dalle banche svizzere. Tutto questo nonostante la politica dei tassi di interesse, che restano negativi, tenti in tutti i modi di dissuadere gli investitori a comprare franchi. Ma, spiegano sempre gli esperti, le tensioni internazionali di questi mesi (con la crisi siriana in primo piano) e, soprattutto, il Coronavirus, stanno rafforzando il già forte l’appetito degli investitori per gli asset considerati più sicuri. E il franco svizzero è tra questi.
La domanda che il mercato adesso si pone è per quanto ancora la Bns vorrà (o potrà) tenere il cambio più debole di quanto non sarebbe se fosse del tutto lasciato alle forze di mercato. In modo informale, dopo l’abbandono del cambio minimo (a 1,20) nel gennaio 2015, venne fissato un limite di 1,05 contro euro che il governatore della Bns Thomas Jordan tenterà forse di difendere. Forse.

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