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Il futuro si costruisce tra i banchi. A Erba la fiera della scuola

Grande folla ieri a “Young”, il Salone dell’orientamentoC’è chi ha già le idee chiare e punta deciso sulla scuola dove imparerà il mestiere che sogna di fare «da grande».Altri si aggirano tra le decine di stand sperando di trovare l’ispirazione giusta. Qualcuno, invece, si concede una tappa a tutti i banchetti e fa incetta di volantini e fogli informativi che analizzerà poi con calma per individuare la propria strada.In tutti i casi, si percepisce un mix di aspettative e di timori per il futuro tra le centinaia di ragazzi che giàieri, nel primo giorno di apertura, hanno visitato Young, ovvero il Salone dell’orientamento in programma fino a sabato a Erba, nei padiglioni di Lariofiere.Gli spazi più gettonati sembrano essere quelli delle scuole tecniche e professionali, mentre i ragazzi mostrano qualche timore in più ad avvicinarsi agli stand di licei e istituti incentrati sul mondo dell’arte.Schierati al gran completo le forze dell’ordine e anche il mondo del volontariato. Prima di entrare, i giovanissimi visitatori raccontano su un muro di carta le loro paure – «morire», «non trovare un lavoro», «essere bocciati a scuola» – e i loro sogni.Su tutti prevale il desiderio di trovare l’impiego desiderato.«L’affluenza è altissima, decisamente superiore alle nostre aspettative – dice Ettore Ciccone, docente del “Romagnosi” di Erba – I ragazzi, in alcuni casi, sono interessati a uno specifico indirizzo della scuola perché hanno già le idee chiare. Altri si informano più in generale su differenti corsi di studi perché non sanno ancora come orientarsi. Mi sembra che sia molto gettonato l’ambito turistico e quello dello studio delle lingue straniere, così come il settore dell’informatica».Gli studenti del “Romagnosi” mostrano con orgoglio progetti studiati personalmente e già concretizzati. C’è una macchina a idrogeno, un test dei riflessi, le immancabili “app”. «Ho studiato una app per Android con le regole dei giochi di carte – dice Dalila Rossi, studentessa al quinto anno – Ci ho lavorato a scuola, dove ci hanno insegnato, oltre alla teoria, anche applicazioni concrete. Mi iscriverò all’università, in una facoltà informatica».C’è l’università anche nel futuro di Luca Castelletti e Luca Bernasconi, entrambi studenti del quinto anno. «Tra i ragazzi che visitano il salone molti spaziano tra più stand perché non hanno idee precise sul loro futuro – dicono – Ci pongono domande sulla scuola, sul programma e sull’organizzazione. C’è però anche chi sa già dove indirizzarsi. Non è facile scegliere a 12-13 anni. È importante farsi consigliare anche dalla famiglia ma senza farsi imporre alcuna scelta».Sono motivati e con le idee chiarissime i ragazzini che si avvicinano ai padiglioni del “Centro di Formazione Professionale”, tra futuri cuochi che offrono gustosi spuntini e aspiranti parrucchiere ed estetiste che si cimentano in trattamenti di mani, viso e capelli.«C’è moltissimo interesse – dice Tatiana Gigliotti, tutor del corso per parrucchieri ed estetisti – I visitatori sono più numerosi rispetto alla scorsa edizione e ci sono grande curiosità e attenzione. Chi sceglie questi corsi ha le idee ben chiare sul futuro. Purtroppo, spesso sono indirizzi ancora in parte poco conosciuti, ma è bene ribadire che non si tratta di percorsi più facili di altri ma soltanto diversi, con uno sbocco chiaro».«Chi si avvicina al nostro stand sembra essere motivato e con le idee chiare – dice anche Nicoletta Mariani, tutor del settore alimentazione – Abbiamo un picco di iscritti e gli studenti devono essere più che convinti della scelta, perché si tratta di un percorso impegnativo».Analoga la situazione al banchetto dell’Ente Scuola Professionale Edile.«Stanno arrivando tanti ragazzini – dice la tutor, Stefania Fasciani – Possono mettersi alla prova realizzando mattoni e altre prove pratiche e l’interesse è notevole. Naturalmente, vediamo anche giovani aggirarsi tra i padiglioni in cerca di informazioni perché non hanno le idee chiare».Per chi è già oltre e si prepara all’università i consigli non mancano.«Di anno in anno vediamo sempre più ragazzi e l’interesse è in forte crescita – afferma Raffaele Foderaro, studente di Chimica dell’ateneo dell’Insubria – Gli studenti devono essere davvero interessati perché il nostro è un corso difficile, ma chi intraprende questa strada può avere grandi soddisfazioni e anche ottime prospettive professionali».

Anna Campaniello

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