Il giallista siciliano Gian Mauro Costa martedì prossimo a Como

La copertina del nuovo romanzo di Gian Mauro Costa La copertina del nuovo romanzo di Gian Mauro Costa

In principio c’è stato Leonardo Sciascia. Con i suoi gialli intrisi di storia e di politica. Storia sociale, soprattutto. Storia di un’Italia trasfigurata e dei suoi misteri irrisolti (non ultimo, il caso Moro). Un autentico maestro, Sciascia. Dal quale quasi tutto il noir italiano discende.

Dopo sono arrivati Andrea Camilleri, il toscano Marco Malvaldi, il milanese Alessandro Robecchi e l’altro milanese Francesco Recami, l’emiliano Carlo Flamigni, il romano Antonio Manzini. E poi altri tre siciliani. Anzi, tre palermitani: Santo Piazzese, Gaetano Savatteri e Gian Mauro Costa. Una lunga batteria di scrittori che la casa editrice Sellerio ha proposto con successo nella sua collana principe, La Memoria.

Proprio Costa, del quale è uscito da pochi giorni l’ultimo romanzo (Stella o croce, pagine 45, euro 14) sarà protagonista il prossimo 20 marzo di un incontro con il pubblico lariano.

L’appuntamento è fissato per le 18 al secondo piano dela libreria Ubik di piazza San Fedele, a Como.

Il giallista siciliano dialogherà con il giornalista del Corriere di Como Dario Campione.

Gian Mauro Costa Gian Mauro Costa

Nato a Palermo, dove vive tuttora, Costa ha lavorato in Rai e all’Ora, storico quotidiano del pomeriggio sulle cui pagine aveva scritto lo stesso Sciascia.

Stella o croce è il primo capitolo di una serie che ha come protagonista la 30enne poliziotta Angela Mazzola. Una «sbirra», dice lo stesso Costa, nata per fare questo mestiere.

Angela ha momentaneamente preso il posto di Enzo Baiamonte, l’elettrotecnico investigatore privato protagonista degli altri romanzi gialli dello scrittore palerminato: Il libro di legno (2010), Festa di piazza (2012) e L’ultima scommessa (2014), tutti editi sempre da Sellerio.

In una recente intervista, a proposito della sua nuova “creatura”, Costa ha spiegato di «essersi molto divertito» a immaginarla e a scriverne le storie.

«La maggiore difficoltà – ha detto lo scrittore siciliano – o meglio, la maggiore preoccupazione era di non riuscire a essere credibile nel parlare, anche se in terza persona, di una figura femminile, della sua psicologia, della sua sessualità. Per il resto – ha aggiunto – mai come in questo caso, la scrittura mi è sgorgata scorrevole e semplice, anche nel tratteggiare i personaggi di secondo piano» del romanzo.

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