Il Giro del Lario a remi, da pazza idea a solida realtà

Meglio l’ippica
di Paolo Annoni

Lo hanno chiamato “Giro turistico del Lario a remi”, ma navigare sul Lago di Como per tre giorni e percorrere circa 150 chilometri (la distanza olimpica è di 2.000 metri) appare un’impresa per turisti decisamente speciali. Eppure venticinque appassionati del canottaggio provenienti da tutta Italia (Napoli, Sanremo, Genova, Como, Mandello e Gavirate) hanno risposto “presente” all’evento in programma da venerdì a domenica. Partenza da Como venerdì mattina, arrivo sempre a Como, sponda Canottieri

Lario, domenica pomeriggio, dopo aver toccato tutti, ma proprio tutti, i centri rivieraschi delle sponde comasca e lecchese.
L’iniziativa è stata organizzata da tre “master” (vogatori veterani) della Lario: Paolo Cortelazzo, Gianni Tonghini ed Eugenio Masola. Quattro le barche che effettueranno il tour: si tratta di imbarcazioni speciali, inaffondabili, dei coastal rowing con la chiglia più larga rispetto ai “fuoriscalmo” del canottaggio e delle vecchie “jole” da mare. Prima tappa di 52,8 km da Como a Verceia sul laghetto di Mezzola, poi da Verceia a Pescate, per altri 45,2 km e ancora da Pescate a Como, per gli ultimi 49,4 km. Da Bellagio le quattro barche verranno scortate anche da un’ammiraglia della Lario, una jole a otto. Un’impresa da ironman? Neanche per idea, secondo gli organizzatori, che assicurano: «Sarà una passeggiata». Un tour turistico, con tanto di passaggi obbligati ad ammirare le ville del Lario, rifornimenti volanti, pranzi e cene nelle varie canottieri. L’obiettivo dichiarato è far diventare l’appuntamento una delle classiche del coastal rowing, che non è certo nuovo a queste regate. Una delle gare più popolari è la Roma-Genova, tanto per gradire.

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