«Il Giro di Lombardia simbolo del rilancio dell’Italia». Domani l’arrivo a Como della “classica” di ciclismo

Giro di Lombardia

«Questo evento ha un significato molto forte, per il territorio e per tutta l’Italia: siamo orgogliosi di dimostrare che, seppur tra tante difficoltà, il nostro è un Paese vivo. Il pubblico mancherà e questo ci spiace, ma era importante ripartire con le gare e con la speranza che gli appassionati presto possano tornare a bordo strada ad applaudire i protagonisti». Mauro Vegni, responsabile ciclismo di Rcs Sport, ha presentato con queste parole, in cui è palpabile un forte orgoglio, l’edizione numero 114 del Giro di Lombardia di ciclismo.
Ieri a Palazzo Cernezzi la conferenza stampa dedicata alla “classica-monumento” che andrà in scena domani, giorno di Ferragosto, con partenza da Bergamo alle 12.25 e arrivo in piazza Cavour dopo le 18.
Una edizione estiva per la corsa che solitamente era programmata nel mese di ottobre, con tutti i calendari del 2020 che sono stati ridisegnati per l’emergenza-Coronavirus. Proprio per ragioni legate alla prevenzione della diffusione del Covid-19, è stata vietata la presenza del pubblico lungo il percorso. Sbarrati, sul Lario, punti “caldi” del finale come Colle del Ghisallo, Muro di Sormano e l’arrivo sul lungolago, che saranno presidiati da forze dell’ordine e volontari. Per chi capiterà a bordo strada l’invito è di indossare mascherine e di mantenere il distanziamento sociale.
Una situazione inusuale, dettata dai Decreti governativi, ma che alla fine garantisce la regolare disputa della manifestazione, che avrà in città la sua base a Palazzo Terragni. Un evento presentato nelle stesse ore in cui la Svizzera ha fatto sapere che non potrà organizzare i Mondiali di ciclismo 2020.
Vegni ha fatto riferimento proprio a questa notizia: «Fatto salvo il massimo rispetto per questa decisione – ha spiegato – l’Italia, con la regolare disputa delle sue gare, “Lombardia” compreso, sta dando un bell’esempio e un segnale importante. Non è facile portare avanti l’organizzazione di eventi in questa fase, ma tutti stiamo facendo il massimo sforzo da ogni punto di vista».
«Como – ha aggiunto – è l’arrivo ideale per questa corsa, sotto il profilo sportivo, prima di tutto, con il finale che comprende Ghisallo, Muro di Sormano, Civiglio e Valfresca. Ma penso anche al profilo paesaggistico e alle immagini che faranno il giro del mondo. È la “classica” più dura che c’è, secondo i corridori, infatti nell’albo d’oro si trovano grandi campioni. Alla vigilia non è semplice fare pronostici: bisognerà vedere le condizioni di forma e come si comporteranno al caldo, su ascese decisamente impegnative, anche i nomi che sono più accreditati».
Affiancato dagli assessori Marco Galli ed Elena Negretti, il sindaco di Como Mario Landriscina si è soffermato sul lavoro di squadra in vista della gara. «Certo – ha specificato il primo cittadino di Como – la preoccupazione non manca, ma vogliamo dimostrare che questo territorio non rinuncia a rialzare la testa. Veniamo da un periodo strano, difficile, doloroso e complesso ma abbiamo scelto di affrontare l’impegno per il “Lombardia” con gli stessi valori dei ciclisti: impegno, fatica passione, spirito di sacrificio e partecipazione».
«Mostreremo a tutti la nostra voglia di riscatto – ha aggiunto Landriscina – il risultato del lavoro di tutti: ognuno ha dato il suo contributo. Scopriremo con gioia di aver voluto affrontare i problemi con determinazione e forza di volontà. Abbiamo voluto questa manifestazione e Como è pronta a farlo vedere a tutto il mondo».
Anche Paolo Frigerio – che ha coordinato il comitato organizzativo locale – e il sindaco di Sormano Giuseppe Sormani, si sono soffermati sull’importanza dell’evento per la visibilità e il rilancio del territorio e hanno poi rivolto il loro appello al pubblico: «Sarà una edizione particolare – hanno detto – e per quest’anno l’appuntamento dovrà per forza di cose essere davanti al piccolo schermo. Ma sarà un momento di grande sport».
Massimo Moscardi

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