Diventa un caso la Stonehenge lariana. Il “Grande cerchio” di età preistorica del Sant’Anna – struttura circolare di quasi 70 metri di diametro, si dibatte se con scopi rituali o astronomici – si conferma mistero archeologico. La struttura del VI secolo a. C. che non ha eguali in tutta Italia avrebbe un fratello, come ha spiegato l’archeoastronomo dell’Osservatorio di Brera Adriano Gaspani. Della misura del tempo presso le antiche popolazioni celtiche comasche e dei due cerchi Gaspani tornerà a parlare a Lenno nella biblioteca di via Soccorso 47 venerdì 6 settembre alle ore 21,nella conferenza “Il grande cerchio degli Orobi comenses”. Ingresso libero.
Lo
studioso ha riscontrato da foto aeree e satellitari scattate a
partire dal 1958 che i cerchi sono due (tre dato che ve ne sarebbe
uno interno): ed ecco
spuntare un ulteriore cerchio di pietra a circa 150 metri a Sudovest
da quello sepolto accanto al Sant’Anna. Giace a circa un metro di
profondità. Gaspani ha studiato
un’altra foto del secondo cerchio, di cui ha analizzato lo “strato”
infrarosso. «È stata scattata l’anno scorso da un satellite della
flotta europea “Copernicus” – dice – e al 93% è attendibile.
Confermerebbe anche la presenza di grandi pietre allineate (ipotizzo
in base a calcoli astronomici) all’interno del cerchio». Il quale
avrebbe un diametro dell’ordine di 60 metri.
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