Il grande ciclismo sul Lario: luoghi ed emozioni

Il Lombardia 2019 - 113th Edition - Bergamo - Como 243 km - 12/10/2019 - - photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2019

Luoghi di ricordo di momenti importanti, eventi e strade entrate nella storia del ciclismo. Il Lario è un riferimento a livello mondiale per lo sport del pedale. La città di Como, infatti, sarà sabato la sede di partenza del 115° Giro di Lombardia, che si concluderà a Bergamo dopo 239 chilometri. In mezzo il passaggio da Cantù, dalla Brianza e dall’iconico Colle del Ghisallo.
Non a caso il territorio ha tutto per agganciare un turismo crescente composto prima di tutto dai cicloamatori, che amano mettersi alla prova sulle strade predilette dai Professionisti e teatro delle gare più importanti. Non solo: questi luoghi possono essere meta di quegli appassionati che amano recarsi nei posti che hanno ospitato le imprese dei loro corridori preferiti.
Ecco qualche spunto, quindi, sia per chi ama pedalare e sia per chi vuole camminare e sostare sui luoghi-simbolo del grande ciclismo.
Il Muro di Sormano
Un primo punto di riferimento è il Muro di Sormano, nella foto sopra, che qualche anno fa è stato oggetto di un importante restauro.
Sulla strada, utilizzata in anni recenti dal Giro di Lombardia – anche se non nel 2021 – sono stati messi una serie di riferimenti: la lunghezza del percorso, l’altitudine, le frasi dei ciclisti più famosi riferiti allo stesso Muro, i loro riscontri cronometrici. Non mancano anche le indicazioni sulle montagne della zona che si vedono dalla ripida strada (che ha una pendenza massima di circa il 25%).
Il Ghisallo
Lì vicino si trova il Ghisallo, che è una località più famose in Italia del mondo per ciclisti e appassionati. La salita che porta al Colle, a quota 754 metri, è imprescindibile per il “Lombardia” (nel 2021 l’ascesa sarà affrontata dal versante di Canzo, più morbido) e spesso vi è transitato anche il Giro d’Italia. Da questo luogo sono passati tutti i più grandi corridori della storia – nessuno escluso – e sono state scritte imprese memorabili.
Le testimonianze si trovano nel Santuario e nel Museo del Ciclismo, che si trova a fianco della chiesetta (aperto dal primo sabato di marzo alla prima domenica di novembre, tutti i giorni con orario continuato, dalle ore 9.30 alle ore 17.30). L’esposizione permanente, aperta dal 2006, ospita una serie praticamente infinita di cimeli ed eventi: proprio domani, tra l’altro, è prevista l’inaugurazione di una mostra fotografica dedicata a Vincenzo Torriani, storico patron delle più note gare italiane. Tra gli oggetti più apprezzati l’esclusiva collezione di maglie rosa, simbolo della leadership del Giro.
Albese con Cassano
Lasciando il Triangolo Lariano e avvicinandosi alla città, merita una visita di ricordo Albese con Cassano, il paese di due ciclisti olimpionici, Paolo Pedretti, oro a Los Angeles nel 1932, e Fabio Casartelli, vincitore a Barcellona nel 1992. Quest’ultimo è prematuramente scomparso in una caduta al Tour de France del 1995. In suo ricordo è stato eretto un monumento posto alle spalle della chiesa parrocchiale.
In città
A Como vi sono poi altri luoghi senza particolari riferimenti, ma che, per chi ama il ciclismo, hanno un grande valore per le emozioni che hanno dato.
Basti pensare a piazza Cavour, punto d’arrivo nel 2019 della tappa del Giro d’Italia conquistata da Dario Cataldo e, soprattutto, del Giro di Lombardia, con gli acuti in tempi recenti di Vincenzo Nibali, Damiano Cunego, Paolo Bettini, Philippe Gilbert, Thibaut Pinot, Bauke Mollema e, lo scorso anno, il giorno di Ferragosto, di Jakob Fuglsang. Proprio sabato mattina piazza Cavour ospiterà la partenza della “classica-monumento” alle 10.20, con successiva sfilata dei corridori per le vie del centro storico, salita verso Camerlata e “chilometro 0” a Senna Comasco.
E come dimenticare lo stadio Sinigaglia? Oggi è esclusivamente un polo calcistico, con le partite del Como, ma fino a qualche anno fa il suo velodromo aveva la stessa fama di quello di Roubaix, dove termina la “classica-monumento” francese, appena vinta dal Bresciano Sonny Colbrelli.
Sulla pista del Sinigaglia per anni si è concluso il Giro di Lombardia, con successi di grandi corridori come Eddy Merckx, Felice Gimondi, Franco Bitossi, Gianni Motta, Jean-Pierre Monseré, Tom Simpson e Roger De Vlaeminck.
Allo stadio, peraltro, nel Giro d’Italia del 1952, terminò anche una tappa del Giro d’Italia, la cronometro Erba-Como, che vide il successo di Fausto Coppi.
La classifica di quel giorno mette i brividi a rileggerla, considerando i nomi. Dopo 65 chilometri, Coppi vinse ad una media di 42,32 chilometri orari (1h 32’ 25’’ il tempo finale); alle sue spalle lo svizzero Hugo Koblet (a 15’’). Quinto e sesto posto per due miti del ciclismo, Fiorenzo Magni (1h34’08’’) e Gino Bartali (1h34’37’’).
Salite e discese
Luoghi ed emozioni. I fan di Vincenzo Nibali potrebbero andare a dare un’occhiata alla discesa Civiglio-Ponzate-Camnago-Como dove lo “Squalo” ha costruito le sue due vittorie al Giro di Lombardia.
Alle porte di Civiglio. c’è il punto dove Paolo Bettini scattò nel 2006 per andare a vincere la “classica delle foglie morte” in solitaria e in lacrime, nel ricordo del fratello Sauro pochi giorni prima. Lo stesso Bettini è tornato in quel punto, immortalandolo con un “selfie”, una curva a destra con, sulla sinistra, la cappellina che si trova sotto la località “La Crotta”.
Tributo a Bartali
Da sabato ci sarà un nuovo posto da visitare. Cermenate renderà onore al grande Gino Bartali con una cerimonia programmata nel giorno del Giro di Lombardia. Il paese della Brianza ricorderà con un monumento un momento particolare della vita del mitico ciclista toscano. A Cermenate, infatti, Bartali rischiò anche di perdere la vita in un incidente automobilistico all’incrocio tra Cantù e Cermenate sulla Statale dei Giovi: era l’autunno del 1953. In viaggio verso Lugano, la Lancia Aurelia di Bartali venne centrata da una vettura che non rispettò uno stop: il campione fu sbalzato fuori dall’auto gravemente ferito, ma se la cavò.
I luoghi dei “big”
Le strade lariane sono tra le preferite degli assi del ciclismo per gli allenamenti. Non è una questione di paesaggio, ma di caratteristiche del territorio, che mette a disposizione ogni tipo di ascesa, dalla più dura a quella più morbida. In questo modo i “Pro” possono scegliere i tracciati più adatti per seguire le rispettive tabelle di allenamento. E poi, inutile negarlo, prepararsi sui percorsi utilizzate in grandi “eventi”, il Giro di Lombardia su tutti, è sempre utile in vista del giorno della corsa. Tra le salite più gettonate, quelle della Valle Intelvi, per esempio la Sighignola (con l’arrivo al Balcone d’Italia) e l’Alpe Grande. Quest’ultima fu scelta dalla Rai per uno spot con Vincenzo Nibali per il Giro d’Italia del 2020. Strade che hanno la caratteristica di essere vicine alla Svizzera, dove molti corridori di alto livello hanno scelto di vivere. Altri itinerari, il Monte Bisbino a Cernobbio, e nel Triangolo Lariano, il Colle del Ghisallo e la Colma di Sormano – evitando però il Muro e salendo da via del Tivano – oltre al “Civiglio”, scalato sia da Ponzate, sia da Garzola.

Colle del Ghisallo Santuario
Colle del Ghisallo: ciclisti al Santuario

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