Il gruppo svizzero per la Pallacanestro Cantù: «Non siamo dei rompiscatole»

Pallone da basket

«Vogliamo far sapere che la nostra offerta è seria e merita di essere presa in considerazione al pari di quella americana. Fino ad ora ci hanno dipinto come dei rompiscatole nella trattativa di vendita della Pallacanestro Cantù, ma alla piazza e ai tifosi vorremmo  invece spiegare che abbiamo un progetto importante e strutturato». Luca Rivelli, manager di Lugano, si presenta come il rappresentante del gruppo svizzero, anch’esso interessato ad acquisire la proprietà della Pallacanestro Cantù.
Rivelli esce allo scoperto e tiene a parlare del suo gruppo e del progetto che intende portare avanti in caso di acquisizione del club.
«Io sono il capofila di un gruppo di manager che hanno coinvolto un numero importante di realtà imprenditoriali disposte ad investire nel progetto della Pallacanestro Cantù, nel palazzetto di Cucciago e nel territorio».
«Al nostro fianco – aggiunge – c’è la Uisp, Unione italiana sport per tutti, pronta a dare il suo supporto per la promozione del basket a 360°. Anche alcuni importanti personaggi già legati al club ci hanno contattato e ci hanno dato la loro disponibilità a darci una mano».
Rivelli fa solo un nome delle persone a lui vicine. «Potrei citare anche tutti – afferma – ma, nel caso la trattativa non andasse a buon fine, non avrebbe senso. Posso comunque comunicare che fa parte di questo progetto  Gabriele Pellandini, che vanta una lunga esperienza di gestioni patrimoniali nelle più importanti banche».
«Il nostro gruppo ha una valenza internazionale – sostiene ancora Rivelli – con investitori anche italiani. Abbiamo parlato sia con il proprietario Dmitry Gerasimenko, sia con l’amministratore unico Roman Popov e abbiamo  mostrato le nostre credenziali. Ribadisco: siamo decisi a costruire un futuro importante e a riportare la Pallacanestro Cantù nel ruolo che le compete nella storia del basket».
Il manager di Lugano si sofferma prima di tutto sulla società. «Stiamo parlando di uno dei club più importanti a livello europeo, una delle formazioni che più ha vinto, non soltanto in Italia –  aggiunge – Il progetto è  lungo termine e i contratti dei giocatori avranno sempre durata pluriennale, mentre ora si limitano ad una sola stagione. Attraverso contatti e collaborazioni con club dell’Nba americana vogliamo inoltre puntare sul marketing, sul marchio di Cantù, che continua ad avere un grande appeal. E non è un caso che investitori importanti ci abbiano dato il loro appoggio».
«Oggi la programmazione della società è imperniata dall’oggi sul domani – dice Rivelli – Noi punteremmo sulla programmazione. Abbiamo già avuto l’adesione di sponsor di alto livello».
In questo contesto le idee sono chiare anche sul palazzetto di Cucciago. «Deve essere una struttura aperta sette giorni su sette, non soltanto per le partite della squadra di basket, ma per eventi di ogni tipo, oltre che per le altre società del territorio. Pensiamo anche ad una palestra polifunzionale. Per noi ha grande importanza anche il discorso ambientale, con un impianto ecosostenibile. Noi prenderemo atto di quelle che saranno le decisioni finali, in un senso o nell’altro – conclude Luca Rivelli – Ma l’importante è che tutti sappiano che la nostra è una proposta seria e articolata. Non ci stiamo a passare per quelli che si sono inseriti nella trattativa di vendita per creare disturbo. E visto che si parla anche di Svizzera, vorrei chiarire che Dmitry Gerasimenko, che ha una base in questo Paese, non fa parte del nostro gruppo».

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