Il labirinto, metafora del sapere

Arte e archivi della memoria
L’alleanza tra Chiara Milani, la bibliofila direttrice scientifica della biblioteca di Como e il gallerista e critico d’arte Michele Caldarelli de “Il Salotto”, ha prodotto una mostra unica e ambiziosa che si può visitare fino a martedì prossimo. Si intitola Labirinti metafore della conoscenza ed è in corso al piano terra e al primo piano della struttura di piazzetta Venosto Lucati a Como. La mostra allestita al primo piano è un inno polimorfico e multimediale al tema del labirinto tra scienza, arte, poesia e alchimia. Si tratta di un inno al labirinto come occasione di conoscenza attraverso una scelta di libri antichi e rari, tratti dalla vastissima collezione della stessa Biblioteca. Ad essi sono scenograficamente accostati libri d’arte di Emilio Alberti che fa tra l’altro parte della nostra scuderia permanente “Lario ad arte” sul nostro sito Internet www.corrierecomo.it. Altri suoi labirinti, in lavori pittorici tridimensionali particolarmente suggestivi, si possono ammirare al piano terra della struttura cittadina.
La mostra insegna che la qualità “labirintica” della conoscenza è scritta nella natura: il circolo e la sfera rappresentano, ad esempio, forme legate all’idea di perfezione che è insieme semplice e complessa. Tra le tante opere ospitate, una antica edizione dello storico latino Plinio Il Vecchio, che nella Naturalis Historia menziona quattro labirinti: Cnosso a Creta, Lemno in Grecia, Meride in Egitto e Porsenna in Italia. Nel passo esposto in mostra, tratto dal libro XXXVI della monumentale enciclopedia antica, Plinio riporta la notizia, peraltro tratta da Marco Terenzio Varrone, sull’esistenza del favoloso Mausoleo o Labirinto di Porsenna, situato sotto la città di Chiusi. Ingresso libero.

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