Il Lago di Como esonda. A sorpresa compaiono le mini paratie. A Venezia invece il Mose funziona

La Protezione Civile al lavoro sul lungolago

Esondato il lago di Como. Nel primo pomeriggio le acque del Lario, arrivate a quota 130 centimetri, hanno invaso gran parte della carreggiata, avvicinandosi a piazza Cavour. Il traffico è stato bloccato e i bus deviati.

Verso le 15 uomini della Protezione civile provinciale hanno iniziato a lavorare per montare mini paratie mobili con lo scopo di contenere la gran massa di detriti attesa e bloccare, per quanto possibile, l’acqua.

Si tratta, come spiega una nota di Palazzo Cernezzi, di «dispositivi di contenimento sia dell’acqua che dei detriti che la Protezione civile provinciale aveva acquisito ma non ancora utilizzato. Per aumentare la lunghezza della barriera e proteggere il più possibile il lungolago dagli effetti dell’esondazione è stata chiesta anche la collaborazione del Comune di Monza che ha messo a disposizione ulteriori dotazioni di questo tipo».

Le paratie mobili montate in piazza Cavour per arginare il lago esondato

In serata, alle 20, il livello delle acque del Lario ha sfiorato quota 141 centimetri sullo zero idrometrico (la soglia di esondazione è fissata a 120 centimetri). Si stima che il livello del lago questa notte possa superare i 140 centimetri, quota che, secondo il Comune, «al netto dell’impatto delle barriere modulari, significherebbe l’allagamento di metà di piazza Cavour».

Una fase della realizzazione delle barriere mobili nella zona di piazza Cavour

Nella giornata in cui a Venezia è entrato per la prima volta in funzione il Mose che, dopo anni di attesa, ha finalmente protetto piazza San Marco dall’acqua alta, Como deve ricorrere a barriere mobili per contenere il Lario: i lavori per la realizzazione delle paratie sul lungolago, avviati nel 2008, sono infatti ancora ben lontani dalla conclusione.

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