Il Lago di Como per Expo sarà pieno di rifiuti. Nessuno ha i soldi per pulirlo

Il battello spazzino in azione Il battello spazzino in azione

Uno dei battelli spazzino in cantiere per una lunga e costosa riparazione, l’altro ormeggiato a vita perché è senza gasolio. Il motivo? L’amministrazione provinciale di Como non ha soldi per occuparsi della pulizia del Lario. Una vera e propria bomba quella spedita dalla presidente di Villa Saporiti al Comune di Como e all’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori. Anche perché la comunicazione giunge puntuale prima della stagione turistica e non di una stagione qualsiasi, quella dell’Expo milanese. Maria Rita Livio firma un documento che lascia spazio a poche interpretazione. Il settore Ecologia della Provincia ha fatto sapere di non avere fondi per occuparsi del Lago di Como. Palazzo Cernezzi, come detto ha già i suoi problemi con il battello spazzino. Ora è in  cantiere a Lodi, dopo essere affondato. Il natante tornerà sul Lario non prima delle fine di aprile e dopo il pagamento di un conto che si preannuncia salato, circa 50mila euro.
Rimane una speranza legata all’Autorità di Bacino che, secondo quanto garantito dal presidente, Luigi Lusardi, sarebbe pronta ad accollarsi il servizio di pulizia, a patto di avere mezzi, risorse e personale per occuparsene.
«La Provincia – spiega Lusardi – ha comunicato agli enti coinvolti e a noi di non poter più gestire questa funzione. Prima ancora che Villa Saporiti inviasse questa lettera ci eravamo mossi con regione Lombardia, mostrando la disponibilità ad accollarci alcune funzioni provinciali».
Come, appunto, la pulizia del lago. «Saremmo pronti occuparcene, anche subito, a fronte delle necessarie risorse, e con risultati magari anche migliori rispetto a quelli visti fino ad ora», dice ancora Lusardi, che chiede tre condizioni: «Il personale strettamente necessario a questa funzione, perché di certo – precisa il presidente dell’Autorità di Bacino – non possiamo accollarci l’intero assessorato all’Ecologia. Poi, abbiamo bisogno dei mezzi. E infine, un contributo finanziario che copra il costo del servizio. Noi possiamo compartecipare, ma in minima parte».
Lusardi avanza anche un’ipotesi di costi: «Il lago d’Iseo spende circa 380mila ed è molto più piccolo del Lario. Credo che sul nostro lago servirebbero circa 800mila euro, ma si tratta di una stima di massima. Tra poco inizia Expo – conclude il presidente dell’Autorità di Bacino – e non possiamo pensare di installare un monumento di Libeskind in mezzo al primo bacino, e poi lasciare sporcizia e rifiuti nel lago. Faremmo davvero una magra figura».

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