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Andrea Romanò, il lariano che sogna l’Inter

altCalcio – Andrea Romanò agli esordi era nel Como, che fu costretto a lasciare dopo il fallimento della società. È cresciuto nel vivaio nerazzurro ed è stato nel giro della prima squadra

 

Andrea Romanò, classe 1993, lariano doc (è di Oltrona San Mamette), è un centrocampista dell’Inter attualmente in prestito al Prato. Ma, prima di andare in Toscana, ha fatto parte del gruppo di Andrea Stramaccioni, giocando in Europa League in

occasione di Rubin Kazan-Inter e Inter-Neftci, disputando 141’.
E, da capitano della Primavera nerazzurra, Romanò un anno fa ha sollevato la coppa della NextGen Series, la Champions League giovanile, vinta proprio dai giovani interisti. Una storia, appunto, che poteva andare in maniera differente, considerato che Andrea ha iniziato proprio nella sua terra. «Prima ho giocato nella squadra di Appiano Gentile – spiega – poi nel Como. Quando c’è stato il fallimento del club, con i tanti problemi che hanno riguardato il settore giovanile, sono andato all’Inter, dove ho fatto tutta la trafila, dai Giovanissini fino alla prima squadra».
Come detto, dalla scorsa estate fino al mercato di gennaio, che lo ha portato al Prato, Andrea Romanò ha fatto parte del gruppo di Andrea Stramaccioni, che poi era il suo allenatore alla Primavera. Sulla maglia il numero 52, dedicato a suo papà, scomparso, che era proprio del 1952.
«Sono grato all’Inter – spiega ancora il 20enne comasco – dove sono cresciuto come uomo e calciatore. Sono stati anni bellissimi, con la soddisfazione di aver chiuso l’esperienza nel vivaio con la conquista della NextGen Series. Ma non dimentico anche la vittoria in un torneo di Viareggio e di un campionato Primavera».
Ma anche essere nel giro della prima squadra nerazzurra non è male… «E non nascondo che prima o poi, un giorno, mi piacerebbe tornare, spero di avere la possibilità di rivivere emozioni come quella di scendere in campo a San Siro e di giocare gare internazionali. Poi, per me l’Inter è ormai come una famiglia».
Alla guida c’è Andrea Stramaccioni. Da capitano, Andrea Romanò era il suo uomo di riferimento nella Primavera. «È una persona con cui ho sempre avuto un buon rapporto – spiega ancora il comasco – Un allenatore che ti dice le cose in faccia e che dà fiducia a tutti, che crea gruppo, che ha l’abitudine di curare ogni particolare maniacalmente, in senso positivo, ovviamente».
Romanò torna sul successo finora più importante della sua carriera, la NextGen Series, appunto, con Stramaccioni. «La soddisfazione più bella è stata aver vinto in finale contro l’Ajax nello stesso stadio in cui avevano esordito, a Londra. Perché nello stesso impianto, all’esordio, avevamo perso per 7-1. Alla fine ci siamo rifatti nel migliore dei modi…».
In quel gruppo c’era anche un altro comasco, Matteo Bianchetti, che ora è in serie B al Verona. «Sono contento per lui – dice Andrea – anche perché ho visto che ha esordito nella Nazionale Under 21. Abbiamo fatto anni assieme a fare avanti e indietro da Como a Milano, dove ci allenavamo con le giovanili dell’Inter. Solo quando eravamo nella Primavera ci siamo spostati ad Appiano Gentile, a pochi chilometri da casa».
A proposito di casa, Romanò e lo stesso Bianchetti erano nel mirino del Como e del presidente Pietro Porro, che li avrebbe voluti portare in azzurro. «So che se ne è parlato – afferma ancora Andrea – ma alla fine sono stato mandato a Prato, dove peraltro mi trovo molto bene. Peccato che, per infortunio, non abbia giocato molto. Ora spero di riuscire a superare i miei problemi fisici e di poter dare il mio contributo».
Infine un’ultima curiosità nerazzurra. Nel giro della prima squadra quali sono stati i compagni che più sono stati vicini ad Andrea? «In generale tutti – conclude – Sicuramente rispetto agli altri quelli che sono più prodighi di consigli sono il capitano Xavier Zanetti ed Esteban Cambiasso. Ma sono anche i primi a rimproverarti quando sbagli, non per cattiveria, ma perché vogliono giustamente aiutarti a crescere».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Un colpo di testa del comasco Andrea Romanò in un derby disputato dalla squadra Primavera dell’Inter contro il Milan
7 marzo 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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