Il Lario esporta merci per 5,3 miliardi. Germania, Francia e Svizzera i mercati top

altIl dato 2012 è tornato ai livelli pre-crisi. Meno affari con Russia e India

C’è un settore dell’economia lariana che va oltre la crisi: le esportazioni.
Secondo i dati Istat, elaborati dall’ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como, infatti, nel 2012 le esportazioni della provincia di Como hanno sfiorato i 5,3 miliardi di euro, pari al 4,8% del totale regionale.
Rispetto al 2011 la crescita è tutto sommato modesta (+1,4%) e il numero è inferiore al dato medio

regionale e nazionale (+3,7%) ma, a quattro anni dall’inizio della recessione, su questo fronte Como ha finalmente recuperato i livelli pre-crisi: +1,3% rispetto al 2008.
Le importazioni, invece, registrano flussi per oltre 2,8 miliardi di euro, pari al 2,6% del totale “import” della Lombardia.
Il dato risulta in flessione del -5%, migliorando in tal modo il saldo commerciale che chiude a quasi 2,4 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2011 di oltre 220 milioni.
Tra i principali mercati di destinazione dei prodotti comaschi si posizionano ai primi posti la Germania (con 733 milioni di euro), la Francia (con 604 milioni di euro) e la Svizzera (con 498 milioni di euro). Quest’ultima destinazione resta molto importante per le imprese comasche in tempo di crisi, sia per la vicinanza, sia per la tenuta del Paese: la variazione 2012-2008 è pari a +44%.
Altre variazioni molto positive, rispetto all’inizio della recessione, si registrano verso il Regno Unito (+13,4%), la Cina (+51,3%), i Paesi Bassi (+13,6%), gli Emirati (+29,5%), l’Ungheria (+65,1%), il Canada (+37,3%) e il Brasile (+29,45), mentre risultano in contrazione la Spagna (-2,4%), la Russia (-9,7%), la Polonia (-8,5%), l’Austria (-11,0%), il Portogallo (-4,7%), l’Arabia (-6,3%), la Grecia (-52,0%) e l’India (-11,5%).
Anche per quanto riguarda le importazioni, il primo Paese è la Germania (con 596 milioni di euro). Seguono la Cina (con 486 milioni di euro) e la Francia (con 229 milioni di euro).
L’analisi dei maggiori comparti merceologici evidenza un’evoluzione abbastanza variegata; rispetto al periodo pre-crisi, alcuni settori risultano in netta crescita (in primis la chimica) ma altri sono in forte difficoltà (tra cui le apparecchiature elettriche).
Al primo posto si posizionano i tessuti che, con 932 milioni di euro, rappresentano il 17,9% del totale export provinciale, in crescita del +3,1% rispetto al 2011; al secondo posto si posizionano i macchinari industriali, con flussi export per un valore corrispondente a 692 milioni di euro (13,3% del totale delle esportazioni provinciali), in crescita del +9,8% rispetto al 2011.
Al terzo posto segue la chimica, con 594 milioni di euro, in crescita sia nel breve che nel medio periodo, rispettivamente del +5,1% e +72,3%.
Tra gli altri settori, quelli che ancora non hanno recuperato i livelli pre-crisi sono: il mobile (-12,6%), i prodotti in metallo (-15,4%), la gomma plastica (-14,9%), le apparecchiature elettriche (-35,5%) e il legno (-14,8%). Al contrario, tassi di crescita sostenuti si registrano nel comparto dell’abbigliamento (+12,3%), della metallurgia (+15,4%), dei prodotti alimentari (+33,6%), dei mezzi di trasporto (+129,9%) e infine dell’elettronica (+44,3%).

Nella foto:
Nonostante la crisi, la seta comasca è ancora un punto di forza per le esportazioni

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.