Il legale di Rumi: «Contesteremo il licenziamento»

Il caso – Si annuncia una nuova battaglia in Tribunale nella tormentata vicenda relativa all’ex primario di Chirurgia
«La delibera va contro il parere pronunciato dal Comitato dei garanti»
«Il licenziamento di Angelo Rumi va contro il parere obbligatorio e vincolante del Comitato dei garanti della Regione. Premesso che il diretto interessato non ha ricevuto alcuna notifica del provvedimento, non appena il medico avrà una comunicazione ufficiale impugneremo la decisione dell’azienda ospedaliera Sant’Anna».
Gino Frassi, avvocato difensore dell’ex primario di chirurgia A dell’ospedale di Como, contesta la decisione dell’azienda di via Ravona e annuncia una nuova tappa della

vicenda infinita che coinvolge Angelo Rumi, il chirurgo pavese condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per sette omicidi colposi di altrettanti pazienti, reati poi prescritti lo scorso anno prima del processo in Appello. Nei giorni scorsi, i vertici dell’azienda ospedaliera lariana hanno, a sorpresa, firmato una delibera che sancisce il licenziamento retroattivo dell’ex primario, con decorrenza dal 3 febbraio 2003, data dell’arresto in corsia del medico.
«Al momento non posso entrare nel merito di questo provvedimento visto che non è stato comunicato al dottor Rumi – sottolinea Frassi – In ogni caso, qualora gli venisse notificato, lo impugneremo. Sarà oggetto di un processo civile di lavoro».
Pur senza commentare la delibera dell’attuale direttore generale, Marco Onofri, il legale del medico sferra comunque un attacco all’ospedale.
«Il 19 luglio scorso il direttore del Sant’Anna ha già assunto una delibera di recesso dal contratto di lavoro – sottolinea Gino Frassi – che ha sottoposto al parere obbligatorio e vincolante del Comitato dei garanti della Regione, come impone il contratto collettivo nazionale della dirigenza medica. Il parere espresso all’unanimità dal Comitato – prosegue il legale comasco – è stato questo. Cito testualmente: “Per quanto attiene alla specifica responsabilità dirigenziale di competenza di questo Comitato sulla base della normativa in vigore, non vi sono elementi sufficienti per esprimere parere favorevole alla proposta di recesso”». Lo stesso parere, in effetti, è riportato anche nella delibera che sancisce il licenziamento di Angelo Rumi, nella quale si precisa, però, che lo stesso Comitato ha poi aggiunto di aver riscontrato “evidenti profili di responsabilità personale”.
«Resta il fatto, messo nero su bianco, che il Comitato regionale si è opposto al licenziamento – sottolinea Gino Frassi – pur aggiungendo quel secondo passaggio che oggettivamente è difficile da comprendere. Il dato di base rimane l’opposizione alla recessione del contratto. È evidente, dunque, che contesteremo la decisione dell’azienda ospedaliera comasca».
Il licenziamento retroattivo apre un fronte economico importante, perché prevede implicitamente la restituzione del salario ricevuto da Angelo Rumi dal 2003 fino al dicembre del 2009, data in cui il medico ha chiesto e ottenuto un periodo di aspettativa non retribuita, poi sfociato nelle dimissioni e nel pensionamento. La somma complessiva sarebbe di almeno 350mila euro. «Non entro nel merito – conclude Gino Frassi – Le cifre sono complesse da calcolare. E, comunque, il primo passaggio sarà l’impugnazione del presunto licenziamento, quindi quello economico è un problema che al momento non si pone».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’ufficio di Mariano Comense in cui avrebbe dovuto lavorare Angelo Rumi a partire dal 6 giugno 2008 (foto Baricci)

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