Il Leonardo di Ernesto Solari in un nuovo libro

Una passione totalizzante, quella del pittore comasco Ernesto Solari per Leonardo, mai così sotto i riflettori come nell’anno di Expo. Un amore che adesso ha una nuova importante tappa, a un anno esatto dalle ultime rivelazioni, che Solari è pronto a difendere polemizzando con studiosi di tutto il mondo. Il 22 aprile alle 17.30 infatti presenterà a Milano, nella sede delle Acli, un nuovo libro che racconterà l’individuazione di una Sant’Anna e la recente attribuzione al genio vinciano di una terracotta. Nel libro, che sarà pubblicato da Colibrì si parlerà anche della “Sacra Famiglia” della parrocchiale di Lipomo, che per Solari è leonardesca. Anche in questo caso annuncia importanti scoperte inedite.
L’uscita del libro come detto segue di un anno l’annuncio degli ultimi studi, che fecero scalpore. Si tratta di un disegno attribuibile, per Solari, con criteri stilistici alla mano del genio vinciano e alla sua scuola e, come detto, di una scultura di terracotta, di proprietà privata, probabilmente la prima ed unica a poter essere attribuita al maestro.
La terracotta si potrà vedere fisicamente nella sede delle Acli, accanto al libro di Solari, che la ritiene «opera di scuola toscana di fine ’400 inizio ’500». Citando il concetto classico di “puer” che è allo stesso tempo “senex”, giovane e anziano insieme, riconduce «a quell’idea efebica e dionisiaca» che sapeva ispirare a Leonardo «il suo giovane figlioccio Salaì così come in molti disegni del maestro questi appare».
Per Solari «questa scultura potrebbe costituire la materializzazione di una particolare sensibilità del vinciano verso quell’ambiguità che si ritrova in molte sue opere riconosciute come la Gioconda».
Per stabilire se l’opera è realmente di Leonardo, ha fatto sapere Solari, essa è stata sottoposta anche all’esame dei cinque requisiti dallo studioso Edoardo Villata in un convegno sulla terracotta lombarda del Rinascimento tenutosi a Pavia nel 2011. «Il risultato emerso, confortato anche dalla termoluminescenza, è stato completamente positivo», disse un anno fa Solari.
Altra “scoperta” leonardesca, che presentò nell’aprile 2014 in Biblioteca è il disegno di un busto di giovane donna con velo, realizzato con carbone o grafite su carta di cotone. Solari ritiene di poter considerare questa opera l’originale leonardesco di un lavoro già noto e conservato agli Uffizi: la presenza sul disegno di tracce di pigmenti usati da Leonardo nei suoi dipinti e di una «probabile firma “DaVinci” sopra l’occhio sinistro» sarebbero «elementi utili per determinare l’autenticità prima e la paternità poi di questo disegno; esso appartiene – sostiene Solari – certamente alla scuola leonardesca, se non proprio di mano del maestro». La mano che lo ha eseguito è infatti una sinistra, e Leonardo era notoriamente mancino.
Nel libro ci sarà anche una sezione sullo studio di Sant’Anna e il presunto ritratto di Isabella d’Este da Solari ritrovato in Svizzera tre anni fa. Il 22 aprile si potrà anche ammirare accanto all’originale della scultura attribuita a Leonardo una sua ricostruzione compiuta con una stampante 3D dagli studenti del Politecnico.

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