Il “Libraccio” contro la grande distribuzione

Guerra aperta sugli sconti

(f.bar.) Il Libraccio, catena di librerie indipendenti presente a Como e in altre 16 città italiane, va alla guerra contro la grande distribuzione.
In una nota diffusa ieri, si legge che i 29 punti vendita – disseminati in Italia e tutti aderenti all’Associazione Librai Italiani-Confcommercio – stanno incaricando i propri legali per contrastare la «campagna illegittima e illecita in corso da parte di alcuni gruppi della grande distribuzione, che violano sistematicamente la normativa sui

prezzi dei libri di testo scolastici». Per adesso sono 4 le sedi partite subito all’attacco: Milano, Bergamo, Monza e Torino.
La protesta vuole sottolineare come venga proposta, nei centri della grande distribuzione, «la vendita al pubblico dei testi con sconti eccessivi, vietati da una legge apposita (la cosiddetta legge Levi del 2011, che fissa il massicmo sconto al 15%) e in palese violazione di ogni principio di correttezza commerciale, utilizzando la pratica sistematica, oltre che prolungata, di vendita “sottocosto” che costituisce concorrenza sleale», attaccano nel comunicato. La decisione di procedere con un’iniziativa anche in sede giudiziaria «è voluta per evitare che sia arrecato un danno irreparabile alla diffusione della lettura e dei contenuti culturali che sono linfa vitale per la crescita civile del Paese. È inaccettabile che diversi tra i più importanti grandi gruppi della distribuzione violino la normativa».
Infine un appello: «Chiediamo ai colleghi librai di tutta Italia di unirsi per sostenere la nostra iniziativa, proponendo ricorsi urgenti alla Magistratura laddove sussistano condotte illecite per contrastare ogni forma di palese illegalità nel settore editoriale».

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