Il libro di Javier Zanetti: staffilate a Tardelli e dichiarazione d’amore al Lario

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Calcio – Le rivelazioni dl capitano interista nell’autobiografia scritta con Gianni Riotta

Un legame sentito con Como e con il lago; un argentino che gioca nell’Inter e che, anzi, è il capitano della squadra nerazzurra, e che ama la nostra terra. Non è una novità per Javier Zanetti, che non ha mai nascosto il suo amore per il Lario. Il capitano neroazzurro lo ha ribadito nella sua autobiografia “Giocare da uomo-La mia vita raccontata a Gianni Riotta”, un libro appena pubblicato da Mondadori, di cui si è parlato, in questi giorni, anche per le riflessioni calcistiche del giocatore

argentino, classe 1973, in Italia dal 1995.
E tra le curiosità relative ai suoi allenatori spiccano le pagine schiette in cui spiega come il peggior tecnico che ha avuto sia stato Marco Tardelli. Fatto curioso, quest’ultimo e Zanetti hanno vissuto nella stessa zona a Cernobbio.
«Dei tanti allenatori che ho visto, dal campetto di terra battuta di Disneylandia alla furia del Santiago Bernabeu, è stato il peggiore. Peggiore in tutti i sensi, come uomo e come tecnico – spiega Zanetti a Gianni Riotta – Tardelli è scarso. I suoi allenamenti non sono da squadra che vuole vincere un trofeo: monotoni, ogni giorno gli stessi esercizi, fiacchi, poco fisici, per nulla tattici. Parla un giocatore che si è allenato il giorno del matrimonio, che nella routine dei “torelli”, dei possessi palla, degli allunghi, delle partitelle, ha vissuto la felicità della propria vita (…). Per Tardelli il calcio è catena di montaggio, fatto come con lo stampino dei bambini sulla spiaggia: forme sempre uguali».
Un rapporto non semplice, quello tra Tardelli e Zanetti, fatto di incomprensioni che il giocatore argentino elenca nei particolari. Senza dimenticare di raccontare lo scollamento tra lo stesso allenatore – che tra l’altro è stato lanciato come giocatore e come tecnico proprio dal Calcio Como – e tutta la squadra. «Non potevo accettare l’arroganza, la presunzione, la scortesia», spiega ancora Zanetti nel libro.
Ma, come detto, oltre che di vicende agonistiche – e in decenni di carriera le curiosità narrate sono molte – Javier Zanetti parla della sua famiglia e dell’amore, che condivide con la moglie Paula.
Una città a misura di famiglia. «A Como, a San Siro, firmo autografi sempre volentieri – racconta il calciatore – cinque minuti non mi cambiano la vita, e per il tifoso è un bel souvenir». Non manca la spiegazione relativa alla scelta di venire a vivere sul Lario, presa dal diario della moglie del capitano nerazzurro. «Milano, 30 luglio 1997. Afa, la città è deserta, non mi fa una grande impressione. Meglio Como, di cui subito mi innamoro – afferma Paula – I colori, il lago, le case pittoresche, i boschi. L’Italia, d’estate, gli amici, al cinema, le passeggiate: che meraviglia».
«Ci portano sul lago, chiedo timida: “Forse si può trovare una casa da queste parti?”. Guardo l’acqua blu, i motoscafi veloci che lasciano la loro scia bianca, i traghetti pieni di turisti, i bambini che sulla riva inseguono la palla. Cammino per Cernobbio, fra stradine quiete e trattorie paciose. Dico a Javier: “Questo è il nostro posto nel mondo, amore”. Lui mi abbraccia: “Lo credo anch’io”».
E così, con questo colpo di fulmine, la coppia scelse di lasciare immediatamente Milano e di venire a vivere a Como, a Cernobbio e a Maslianico prima di andare ad abitare nella casa sulle rive del Lario nel frattempo lasciata libera dal difensore interista Gianluca Festa. «Su questo lago crescono i nostri figli, che adesso vanno a scuola. Come Pupi ricorda Dock Sud e io Remedios de Escalada, loro ricorderanno il lago di Como e la sua pace», conclude Paula.
Un legame solido quello dei Zanetti con la nostra terra, come hanno confermato, un paio di anni fa, quando vennero in visita nella nostra redazione.
«Qui mi sento a casa – disse nell’occasione il capitano nerazzurro – Io e mia moglie siamo innamorati di questa città che ci ha adottato. I comaschi ci hanno aiutato ad ambientarci in un Paese completamente diverso dall’Argentina. La gente è molto disponibile ed è una cosa che apprezziamo moltissimo». Con un pizzico d’orgoglio – e scusandaci per la nota autoreferenziale – ci piace anche ricordare che in una intervista alla rivista ufficiale dell’Inter Zanetti disse che il suo giornale preferito era proprio il nostro, il “Corriere di Como”.
«Como rimane un luogo dove possiamo camminare tranquillamente – spiegò Paula Zanetti – Altrove non sarebbe possibile. Apprezziamo la discrezione e il rispetto della sua gente. E comunque a me questa zona piace sempre: in ogni stagione riesco a trovare qualcosa di bello».
Nell’opera edita da Mondadori non manca neppure un riferimento a un altro importante inquilino del Lario, quando si parla di Mourinho, l’allenatore che ha guidato l’Inter allo storico “Triplete”. «Mourinho preferisce un taglio di capelli leggero, alla George Clooney, mio vicino di casa sul lago di Como. Paula, pur avendo incrociato il grande attore dalle nostre parti, non mi ha fatto mai alcun commento estetico su di lui, eppure quando una volta, durante un trasferimento, vede Mourinho in aereo (…) cinguetta: “Pupi, non prendertela, ma quanto è bello Mourinho? Quanto?”. La guardo storto, ma in quegli anni a Milano tante signore avranno il cuore spezzato dal mister, bello e impossibile».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Un’altra istantanea del capitano nerazzurro, ospite dell’Aero Club Como

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