Il lungo silenzio del monsignore: «Preghiamo»

{youtube}frQMTf5EvZw{/youtube}

Le violenze in parrocchia
Ora il vicario episcopale, Angelo Riva, non parla più della vicenda Mangiacasale
«Preghiamo, preghiamo, preghiamo».  Lo ripete come in una litania, monsignor Angelo Riva. Cosa dice a chi ha chiesto le sue dimissioni? «Preghiamo». 
E alle famiglie che le hanno chiesto una parola di vicinanza? «Preghiamo». 
Alla parrocchia di San Giuliano? «Preghiamo».  L’unica variazione sul tema

è un secco: «No comment», seguito da un sorriso. Monsignor Angelo Riva è il vicario episcopale e direttore del Settimanale della Diocesi.
Dieci giorni fa, dopo che Papa Francesco è intervenuto direttamente e ha deciso la “dimissione dallo stato clericale” di Marco Mangiacasale, l’ex economo della Curia di Como condannato in primo e secondo grado a 3 anni e mezzo per violenza sessuale su cinque ragazzine, monsignor Riva ha scritto una lettera che in alcuni passaggi è sembrata difendere l’ex sacerdote.
L’attuale parroco di San Giuliano, don Roberto Pandolfi, aveva così rotto un silenzio durato due anni e, al termine di una lunga riflessione colma di affetto e vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e alla parrocchia, ha chiesto le dimissioni di monsignor Angelo Riva.
La risposta è stata solo silenzio.
Lo stesso silenzio della Diocesi e del vescovo alle ripetute richieste delle famiglie delle ragazzine abusate di avere una parola di conforto dai “pastori” della chiesa di Como.
Interpellato al termine di un convegno al quale era intervenuto come relatore, monsignor Riva ha scelto di proseguire la strada del silenzio.
«Penso che bisogna pregare e basta in questo momento. Nient’altro», ha esordito, quasi sorpreso dalle domande su una vicenda della quale, evidentemente, non aveva e non ha alcuna intenzione di parlare.
«Penso che in questo momento sia bene la preghiera per tutti – ha ripetuto davanti all’insistenza dei cronisti presenti – A breve comincerà la Quaresima. È l’occasione per un bel cammino. È un bel momento di riconciliazione. L’ottica è questa. Dico di pregare e basta».
Una pausa, poi ripete lo stesso concetto cambiando qualche parola. «Scusami – dice – ma non voglio più tornare sull’argomento. Grazie. L’invito è quello della preghiera. Essere uniti tutti insieme è la cosa migliore».
Monsignor Angelo Riva aggiunge poi solo poche parole sullo stato di salute del vescovo, monsignor Diego Coletti, reduce da un periodo di malattia che lo ha costretto ad annullare tutti gli impegni e a sospendere temporaneamente la visita pastorale.
«Sta meglio – dice il vicario. Pian piano riprenderà le sue attività. Ha già ripreso i colloqui personali e a marzo riprenderà anche la visita pastorale, l’impegno più difficile».
Inutile provare a chiedere come il vescovo abbia reagito alla dura presa di posizione di don Roberto Pandolfi e alle accuse di lontananza delle famiglie delle vittime di Marco Mangiacasale.
«La vita è tutta un turbamento e anche una gioia – risponde monsignor Riva – Le due cose si alternano sempre. Gli alti e bassi ci sono sempre».
Poi, riprende la litania.
«Preghiamo, preghiamo. Preghiamo e basta. So che è un po’ deludente, ma è così».
Don Roberto Pandolfi intanto, ieri ha pubblicato una nuova riflessione sul sito della parrocchia di San Giuliano.
Il punto di partenza sono alcune vicende che hanno coinvolto cardinali e alti prelati nel mondo.
Nessun riferimento diretto, questa volta, all’ex parroco Marco Mangiacasale e alla posizione della Diocesi di Como.
Le stoccate tra le righe però sono più che mai chiare ed esplicite.
Forse un modo per rimarcare, senza dirlo, il rammarico per la mancata risposta a un intervento dettato solo dal cuore e da quella vicinanza umana e cristiana che le famiglie delle vittime si aspettavano (anche) ad altri livelli.

Anna Campaniello

Nella foto:
Monsignor Angelo Riva, vicario episcopale della Diocesi di Como (Baricci)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.