Il manager Canino. «L’impatto è enorme, non c’è niente di simile»

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L’organizzatore

Giampiero Canino, manager musicale lariano, ha condiviso con Davide Van De Sfroos la magica esperienza sanremese del 2011. «Yanez – ricorda Canino – non nasceva per il Festival. Era solo la canzone di un album che stava nascendo in quel periodo. Poi iniziò a girare voce che Gianni Morandi era interessato a portare De Sfroos a Sanremo. Venne a Como e quando sentì il brano se ne innamorò».
Ebbe così inizio una grande avventura.
«Fu un grosso impegno. Il lavoro iniziò almeno tre

mesi prima del Festival. Innanzitutto dovetti cercare un direttore artistico per l’arrangiamento, poi andammo due volte a Roma per provare con l’orchestra della Rai, poi le foto per “Tv Sorrisi e Canzoni” con tutti i partecipanti alla kermesse e a gennaio l’ultima prova a Sanremo. E, infine, la gara. Si entra nel vivo una settimana prima. All’inizio Davide era praticamente uno sconosciuto nell’ambiente. Poi, dopo la prima esibizione, entrammo in un vortice mediatico incredibile: interviste, foto, partecipazioni a programmi, prove dal mattino a notte».
Con De Sfroos che arrivò fino in fondo.
«Ci fu un crescendo incredibile. Tra l’altro, all’Ariston si veniva convocati 45 minuti prima di cantare. Poi in 5 minuti era tutto finito e bisognava lasciare il teatro con addosso ancora un’adrenalina incredibile».
E dopo il successo del quarto posto?
«L’onda fu lunghissima, durò più di un anno. L’impatto del Festival è enorme. È pazzesco, non esiste in Italia niente di simile, nemmeno i vari talent hanno un’influenza di questo genere sul mondo discografico».
Martedì tornerà a Sanremo in un’altra veste.
«Sì, creerò eventi con gli artisti assieme a Radio Number One. Anche se mi sarebbe piaciuto tornare con un giovane come Vasco Brondi de Le Luci della Centrale Elettrica».

Nella foto:
Giampiero Canino, manager musicale lariano che ha lavorato all’Ariston

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