Cronaca

Il mistero del progetto assegnato nel 2011 e poi sparito

alt Come si poteva evitare il pasticcio
Il 9 marzo di due anni fa venne incaricato il professor Jurina. Ma nulla è stato fatto
(e.c.) Ora sono spuntati anche i documenti che provano come il pasticcio accaduto martedì scorso sul lungolago fosse ampiamente evitabile. Tanto è vero che l’incarico ufficiale per studiare le contromisure pratiche per contenere il rischio di cedimenti, nell’esatta parte crollata martedì, ha una data precisa, lontana e – a questo punto – decisamente imbarazzante.
Era infatti il 9 marzo 2011 quando all’albo pretorio di Palazzo Cernezzi venne affissa la determinazione dirigenziale che – se fosse stata tradotta in pratica in tempi decenti – avrebbe sicuramente evitato le scene di due giorni fa.
Già il titolo del documento era ampiamente eloquente: «Affidamento al professore, ingegnere Lorenzo Jurina, del servizio di progettazione di alcune componenti strutturali relative ai

lavori di difesa idraulica in corso sul lungolago di Como».
Ma è qualche riga dopo che appare il paragrafo più inquietante, soprattutto con il senno di poi. Già in quel famoso 9 marzo, infatti, i dirigenti di Palazzo Cernezzi potevano mettere per iscritto questi dettagli: «Nel corso dell’avanzamento del cantiere delle paratie è emerso che le solette di copertura del manufatto di collegamento tra il Lago di Como e la darsena presentano rotture dei tiranti in acciaio a causa, presumibilmente, del degrado subito dalle medesime strutture metalliche per il decorso del tempo, e stante il diffuso strato di ossidazione delle predette solette». In questo quadro, poiché «un ordinario intervento di rifacimento di tali solette imporrebbe la chiusura al traffico del tratto stradale in questione con evidenti, gravi ripercussioni sul piano viabilistico, onde evitare di paralizzare la circolazione in città si impone lo studio di una soluzione tecnica che consenta modalità attuative in grado di assicurare l’assenza di interruzioni del traffico veicolare sul lungolago».
Come si può intuire da queste parole, dunque, non era davvero un mistero per nessuno che la situazione delle strutture sotto la superficie del lungolago – esattamente nel punto dove si è verificato il cedimento – fosse ampiamente nota da tempo.
Ma, se si vuole, la “chicca” vera è un’altra. Il professor Jurina (da noi contattato via e-mail ieri, senza successo, ndr) era stato individuato per dare risposte rapide ai problemi emersi, perché «la carenza di organico del Comune» consigliava un affidamento esterno «per ragioni di semplificazioni del procedimento amministrativo». Ed ecco, quindi, che l’amministrazione deliberò l’incarico a favore del professore Lorenzo Jurina per un corrispettivo totale fissato in 25mila euro.
Tutto questo accadeva esattamente 23 mesi fa. Eppure, in questi giorni, dopo il cedimento davanti alla darsena, chiedere notizie sull’esito di quell’incarico è stato del tutto inutile. Nessuno ha saputo rispondere sull’esistenza o meno dello studio. Oggi, forse, dovrebbe arrivare una risposta ufficiale. Un po’ tardi, probabilmente.

Nella foto:
Un’immagine eloquente delle proporzioni della voragine che si è aperta sul lungolago (foto Mv)
31 Gennaio 2013

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