Il mondo artigiano contesta i criteri della ripartenza

Secondo un calcolo della Agenzia di Stampa France Presse

Il mondo artigiano si interroga sul futuro. Ma soprattutto si confronta con quanto di certo – poco secondo gli intervistati – è emerso dal Governo.
E le note positive sono decisamente limitate.

«C’è sconcerto e malumore sia sul metodo che sui contenuti. Fino alla scorsa settimana il dialogo avviato con le parti sociali sembrava improntato, da parte del Governo, a programmare una ripartenza in fasi, secondo l’indice di rischio stabilito dalle tabelle Inail per le varie attività lavorative – spiega il segretario generale della Cna Lario Brianza Ivano Brambilla – Partenza immediata per quelle meno rischiose e poi gradualmente per le altre, ovviamente garantendo tutte le misure di sicurezza necessarie. Invece non è stato così ma si è rimasti sempre legati ai codici Ateco (si tratta della classificazione adottata dall’Istat che serve a classificare le attività a livello contributivo e quindi alle rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico). Pensare, ad esempio, che i parrucchieri aprano il primo giugno è un controsenso assoluto. Si tratta di categorie di professionisti che già da tempo sono pronte e attrezzate per garantire la massima sicurezza. Negarlo è ingiusto, quando poi attività come quella del calcio professionistico sembrerebbe pronta a ripartire dal 18 maggio».

Si tratta poi di un discorso economico. «La sensazione è che il Governo non abbia ben chiaro come è formato il tessuto economico italiano. Ci sono ad esempio molte imprese medio piccole e familiari ormai prossime al collasso. Sarebbe stato meglio avere una soluzione unica per tutta Italia. Infine gli aiuti devono essere concreti e accessibili – interviene il presidente di Confartigianato Imprese Como Roberto Galli C’è assoluto bisogno di liquidità vera, reale sia che si tratti di cifre in parte finanziate e quindi poi da restituire sia di somme da prevedere a fondo perduto, altrimenti non si riparte. E bisogna fare in fretta perchè anche in questo caso, così come per i 600 euro destinati alle partite Iva, è necessario che si adottino procedure immediate. Attualmente si parla di maggio inoltrato per il completamento delle operazioni».

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