Il naufragio del “Tavolo per la competitività”. Sui fondi Cariplo non ci saranno indicazioni

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Tramonta il progetto del Campus. Nuova convocazione il prossimo 11 novembre

Il “Tavolo per la competitività” naufraga. Ma in silenzio. A porte chiuse. Alla faccia della trasparenza e della limpidezza di decisioni che dovrebbero essere strategiche per il futuro della provincia di Como. Tutta colpa della stampa, ça va sans dire, che occhiuta e infedele non lavora per il bene del territorio ma soltanto per seminare problemi.
Dopo la valanga di critiche piovute la settimana scorsa sulla gestione dello stesso “Tavolo”, soprattutto in riferimento alla questione dei

fondi straordinari della Cariplo – le cosiddette “Erogazioni Emblematiche Maggiori” – ieri pomeriggio c’è stata la chiusura a riccio. La difesa d’ufficio di un organismo che mostra evidenti crepe ma intende andare avanti come se nulla fosse accaduto.
Nella sua introduzione, il coordinatore del “Tavolo” lariano, Mauro Frangi, ha di fatto negato ogni problema scatenando immediatamente la reazione del consigliere regionale Alessandro Fermi (Pdl), ovvero di colui il quale aveva posto con maggiore forza il problema della conduzione dei lavori del “Tavolo”.
Fermi, sostenuto ieri anche dal sindaco di Como, Mario Lucini, aveva in particolare sottolineato come non fosse possibile votare documenti presentati all’ultimo momento e aveva chiesto che gli stessi venissero inviati ai componenti dell’organismo con qualche giorno di anticipo.
La risposta di Frangi è stata imbarazzante. I documenti, ha spiegato, restano riservati sino all’ultimo per evitare che la stampa ne venga in possesso e li divulghi in anticipo. Nemmeno si trattasse di materiale con il timbro Top Secret riservato ai files militari.
Una sorta di barzelletta, su cui non ha potuto fare a meno di dire la sua nemmeno il consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri, uno dei pochi che aveva sin qui difeso strenuamente il ruolo e l’utilità delle riunioni a Villa del Grumello. «Personalmente, e l’ho detto, ritengo che la documentazione debba arrivare prima della discussione. Non vedo in questo alcun problema, così come nessun problema c’è se nasce sulla stampa anche un po’ di dibattito».
La difesa d’ufficio delle posizioni anti-trasparenza di Frangi è stata fatta dall’ex presidente dei piccoli e medi imprenditori, Tiberio Tettamanti, il quale sfidando il ridicolo ha parlato di una «campagna di stampa volta a mettere i puntini sulle i». Che cosa potesse significare una simile affermazione non è stato chiaro ad alcuno dei presenti. Ciò che tutti hanno capito, invece, è stata la scelta assunta volontariamente da Tettamanti di ricoprire il ruolo di avvocato dell’attuale gestione del “Tavolo per la competitività”.
Priorità addio
Ma la deriva del barcone di Villa del Grumello è stata certificata dalla vicenda delle priorità da assegnare ai progetti concorrenti del bando Cariplo. In sostanza, il “Tavolo” ha totalmente sconfessato sé stesso. Lo scorso 23 settembre, infatti, era stato votato «all’unanimità» (tranne poi scoprire che molti dei partecipanti non erano affatto d’accordo) un ampio documento in cui si individuava il campus universitario al San Martino come «progetto candidato a ottenere il massimo delle risorse ammissibili». Contemporaneamente, si parla del «recupero architettonico e funzionale del compendio di Villa Olmo» quale «ulteriore progetto strategico territoriale da candidare alla Fondazione Cariplo nell’ambito delle “Erogazioni Emblematiche Maggiori”». Carta straccia.
Il progetto del campus, su cui in realtà tutti sono in linea di principio d’accordo, è sostanzialmente irrealizzabile nei tempi brevi del bando Cariplo. Ragione per cui non sarà probabilmente nemmeno presentato.
Su Villa Olmo, invece, manca completamente l’accordo. Motivo per cui il “Tavolo” ha deciso di tornare a riunirsi il prossimo 11 novembre – vale a dire 4 giorni prima del termine entro cui vanno depositati i progetti che intendono ottenere i contributi – semplicemente per prendere atto delle richieste che verranno fatte.
Ancora una volta, è Gaffuri a scompaginare le carte. «La mia idea è che non spetta al tavolo dare un elenco di priorità, quanto piuttosto alla Fondazione Cariplo che deciderà chi e che cosa finanziare». Il consigliere regionale del Pd, però, non rinuncia a una stilettata ai critici di Villa Olmo: «si tratta di progetto credibile e forte e per questo è stato preso di mira. Villa Olmo è importante per tutto il territorio lariano, mette in moto l’economia della città e non solo. Basti pensare al mondo del florovivaismo».
Sulla stessa lunghezza d’onda un altro consigliere regionale, Dario Bianchi (Lega Nord) che già a settembre non aveva votato il documento finale del “Tavolo”. Bianchi ha ribadito come sin dal primo momento sarebbe stato utile e necessaria una comunicazione istituzionale sul tema dei fondi straordinari della Cariplo.
E in ogni caso, le scelte di poche settimane fa prese a Villa del Grumello valgono a questo punto come il due di spade quando la briscola è coppe. Mentre sullo sfondo restano inevase le critiche di Alessandro Fermi il quale ieri, uscito dalla riunione visibilmente contrariato, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.

Da. C.

Nella foto:
La ristrutturazione delle serre di Villa Olmo (a sinistra) sarà oggetto di una richiesta fondi alla Cariplo. Ma non avrà il “timbro” di priorità del Tavolo per la Competitività che dopo la riunione di ieri a Villa del Grumello (a destra) ha deciso di evitare ogni indicazione (foto Fkd)

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