Il nuovo “Athenaeum”parla di Esiodo e Varrone

Statua di Volta all'Università di Pavia

Fondata nel 1913 come «organo di vita scientifica delle Università italiane per la parte che riguarda le discipline letterarie e storiche» da Carlo Pascal, che la diresse fino alla morte nel 1926, la rivista Athenaeum nel 1927 fu affidata a Plinio Fraccaro che ne restrinse il campo alla storia e letteratura dell’antichità e ne tenne la direzione sino al 1959.
Gli subentrò, dal 1960 al 1989, Enrica Malcovati, cui è succeduto fino al 2005 Emilio Gabba, direttore onorario fino alla sua scomparsa nel 2013. Direttore responsabile dal 2006 è Giancarlo Mazzoli, condirettore Dario Mantovani. Fabio Gasti e Donatella Zoroddu si occupano della segreteria di redazione.
La rivista, pubblicata sotto gli auspici dell’Università di Pavia, si stampa a Como ed è un legame forte tra la città sul Ticino (nel cui ateneo insegnò il fisico lariano Alessandro Volta inventore della pila) e quella sul lago.
Esce ogni anno in due fascicoli semestrali fra le tre e le quattrocento pagine ciascuno, a maggio e a novembre, edita da New Press.
Aperta alla collaborazione di studiosi di tutto il mondo, come è consuetudine nelle riviste specialistiche riserva una prima parte agli articoli, una seconda a brevi note e discussioni, e la parte conclusiva a recensioni e notizie di pubblicazioni. Tutti gli articoli e le note hanno un abstract in inglese. Fra i numerosi articoli dell’ultimo numero (in rete l’indice completo) da citare La demonologia di Esiodo e il suo rapporto con la giustizia divina ne “Le Opere e i Giorni” di F. Casella e L’humanitas, secondo Varrone. La memoria della stirpe umana di Irene Leonardis.

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