I dirigenti del nuovo Como: “Vogliamo investire, non spendere”

Michael Gandler con il sindaco di Como, Mario Landriscina

«La nostra idea non è quella di spendere, ma di investire, una differenza importante. Le nostre priorità? Stadio, settore giovanile, centro sportivo e prima squadra».

La nuova dirigenza del Como 1907 si è ufficialmente presentata alla città. Il luogo prescelto, non a caso, Palazzo Cernezzi, per dare un volto istituzionale all’evento e anche per suggellare una pace per così dire, economica: come è stato infatti sottolineato inizialmente, i debiti pregressi del club con il Comune sono stati saldati, con la concessione per il Sinigaglia che durerà fino al 2020, quindi per la prossima stagione.

Per il Como 1907 gli interlocutori sono stati l’amministratore Michael Gandler, Mirwan Suwarso, direttore di Sent Entertainment (la società che detiene il club), l’ex presidente Massimo Nicastro – comunque rimasto nel giro del club come consulente – e l’allenatore Marco Banchini. A rappresentare il Comune, il sindaco Mario Landriscina e l’assessore allo sport Marco Galli.

Una presentazione molto formale in cui sono stati ribaditi concetti che nelle ultime settimane erano sostanzialmente già emersi, ma in cui non è mancato qualche annuncio, come quello che riguarda la collaborazione per la valutazione dei giocatori con Dennis Wise, ex capitano del Chelsea, o l’intenzione di cambiare il logo del club, previa un sondaggio con i tifosi azzurri. L’idea – un po’ come ha fatto in tempi recenti la Juventus – è di dare un volto più moderno al logo. E poi il chiarimento dell’indonesiano Suwarso: «Vogliamo essere considerata, al di là delle nostre origini, una società europea, inglese soprattutto».

«Intendiamo sviluppare un piano importante con una gestione innovativa, ma nel rispetto della storia di questa società e di chi ha vestito la maglia del Como. Non abbiamo fretta e non intendiamo fare passi avventati. Non facciamo promesse – ha sottolineato Gandler – faremo una bella squadra da serie C, poi ci muoveremo un passo alla volta. Garantiremo stabilità e credibilità» .

Confermata anche l’indicazione che per ora non è intenzione della dirigenza creare un organigramma di tipo tradizionale, con un presidente. Michael Gandler rimane amministratore della società e poi si vedrà. Anche sul fronte tecnico, al di là delle parole d’elogio per chi ha conquistato la promozione in serie C, in particolare per mister Marco Banchini, non sono giunte conferme sul quadro per la prossima stagione. «Dobbiamo parlare con tutti e i colloqui sono iniziati – ha sottolineato Gandler – ma poi per trovare un accordo bisogna essere in due». Frase che può lasciare aperta la porta a scenari di ogni tipo.

«Il nostro progetto vuole dare orgoglio a Como – ha spiegato ancora Gandler – La filosofia è di non avere fretta. Non vogliamo fare proclami, ma pensare a garantire alla società una visione a lungo termine. La squadra andrà portata avanti con intelligenza e allo stesso modo ci dovremo muovere su vari fronti, a partire da organizzazione societaria, scelta del centro sportivo, staff tecnico, stadio e gestione del settore giovanile. In più abbiamo la fortuna di poterci muovere in uno dei posti più belli del mondo, come il Lago di Como, che ha un grande appeal a livello internazionale». Particolare da non sottovalutare, visto che la nuova proprietà è una società di media e intrattenimento con sede nel Regno Unito.
Sul centro sportivo di Orsenigo, perso all’asta, l’amministratore ha specificato che il prezzo era salito troppo e, pur nel rispetto della storia della struttura, non si poteva fare altrimenti. «I soldi che avevamo preventivato saranno investiti in un’altra realtà sul territorio, anche se in ogni caso intendiamo confrontarci con chi ha vinto l’asta», ha specificato.
Non mancheranno, infine, iniziative per portare le famiglie allo stadio. «Dobbiamo far venire i più giovani a vedere le partite – ha detto ancora Gandler – e far crescere i tifosi di domani, per far sì che un giorno tifino Como e non vadano a seguire altre squadre. Proporremo pacchetti per le famiglie».

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