Il nuovo libro di Emilio Magni rievoca piatti e ricette della Brianza

Emilio Magni

Lo scrittore e giornalista Emilio Magni

Impegnato a restituirci con amore genuino, libro dopo libro, la memoria e la sapienza secolare di un passato troppo repentinamente occultato, lo scrittore e giornalista erbese Emilio Magni dedica alle ricette della tradizione contadina il suo ultimo libro, “El pancott e altre delizie”, evocando il gusto irripetibile di molti piatti di un tempo. Dalle pagine scaturisce il gusto, insieme alle fisionomie di molteplici personaggi e di tanti luoghi della Brianza e non solo – la cascina di famiglia, i coltivi fino al lago d’Alserio, le osterie lungo le strade divenute poi moderne arterie, i bar di piazza, la Liguria delle prime trasferte in treno.

Tutto un passato scomparso in un battito d’anni prende direttamente “per la gola”di pagina in pagina, con un effetto proustiano di improvvisa evocazione attraverso i sensi, il cui esito, per chi ha avuto il privilegio di sedersi a quelle tavole e gustarne i sapori, non può che essere di dolce nostalgia. Fra le storie, quella della “Turta de san Bias”, che la ragazza di turno portava all’aitante cugino Ecclesio nel nido d’amore di un capanno tra i salici, «quando le ombre della sera erano ormai scese (…) tra i muron ormai sfogliati (…) e i filari delle viti con i grappoli ormai già gonfi».

Il tipico pancott è servito in una casa genovese dalla servetta Cesira, ragazzotta assai vivace che solo apparentemente «l’era propri me un pancott». L’autore racconta anche la passione per i piatti della tradizione di personaggi del mondo del giornalismo e della cultura, dal grande Gianni Brera, appassionato degustatore del ragò d’oca, allo scrittore e traduttore di teatro Basilio Luoni, «gran maestro delle tradizioni e del dialetto lezzenese», che rievoca lo stopa goss, piatto locale a base di farina di mais. Sostanza e vita di un tempo “povero ma bello” da custodire nell’animo, quei piatti ricordano gli anni in cui «la resgiura e le altre donne di casa dovevano dar fondo alla fantasia per mettere insieme ogni giorno qualche ingrediente che assomigliasse a una pietanza»: granoturco. uova, verdure dell’orto, latte e caggiada, e tutti i residui delle carni, come gli “intraj” (interiora) cucinati con “el puccén” e l’immancabile polenta. Attraverso le ricette Magni conduce a case, bar, osterie, capanne di montagna, in mezzo a compagnie di “bagaiott” in uscita nei boschi di Erba e della Valsassina, fra i dandy dei bar di paese o alle tavole dei “resgiur”, i vecchi che così come erano non si trovano proprio più, e li si vorrebbe rivedere e sentir raccontare tra un boccone e l’altro.

Giuliana Panzeri

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