Palio del Baradello 2018:  torna la “corsa delle lavandaie”
Città, Cultura e spettacoli

Palio del Baradello 2018: torna la “corsa delle lavandaie”

Un impegno economico di 50/60mila euro coperto da sponsor privati e dall’aiuto comunale (14mila euro), mille persone che sfilano e partecipano ai vari eventi (tutti gratis) in cartellone nel corso di tre settimane e uno staff di un centinaio di volontari al lavoro tutto l’anno. Questa la carta d’identità numerica del Palio del Baradello, «contesa medievale tra borghi e comuni» giunta alla 38ª edizione e con notevoli ambizioni di espansione. «Ci siamo organizzati sempre meglio e vogliamo essere più internazionali con una festa che è anche un momento di cultura» annuncia la presidente Laura Bordoli.
Saranno dieci i borghi e i comuni che si sfideranno per la conquista del Drappo, dipinto quest’anno dalla pittrice Nicoletta Brenna. Il palio inizierà il 30 agosto per concludersi il 22 settembre con il pomeriggio dedicato alle famiglie. Il 16 settembre ci sarà il grande corteo storico che secondo tradizione consolidata attraverserà le strade della città.
Tra le novità di quest’anno, il ritorno dopo anni di assenza nel cartellone di una tradizione “rosa”, la “Corsa delle Lavandere” per riportare alla memoria la vita quotidiana del quartiere di Sant’Agostino e la sfilata storica con due famiglie nobili della città, i Rusca e i Del Pero. Ieri mattina in Comune la presentazione dell’evento è stata caratterizzata da una sorpresa: l’arrivo in Sala Stemmi dell’imperatore Barbarossa in persona, ruolo interpretato da un trentennio dall’ex bancario Fabio Facchinetti, in compagnia dell’imperatrice Beatrice di Borgogna: non c’era per impegni di lavoro l’interprete storica Silvia Venturi, sostituita dall’archeologa Mimosa Ravaglia.
E si pensa già al futuro, come detto con la voglia di alzare l’asticella degli impegni: «Per il quarantennale nel 2020 vogliamo coinvolgere sempre più i bambini – ha detto ieri Laura Bordoli – Intendiamo chiedere fin dal prossimo anno scolastico la partecipazione di scuole e docenti, speriamo anche per organizzare gare specifiche per i piccoli. E dobbiamo coinvolgere i turisti che frequentano sempre più Como: vorremmo ospitare i palii medievali scozzesi, austriaci e tedeschi. Tutto dipenderà dal budget: non spendiamo un euro se non è in cassa. Oggi il turismo è alle stelle a Como, ma non dobbiamo dormire sugli allori».
In ottobre per lanciare il “Baradello” Como sarà ospite della “Bit” dei palii medievali, il “Festival del turismo medievale” in Trentino. «Il turismo “esperienziale” è una carta vincente» ha detto l’assessore a Turismo e Cultura di Como Simona Rossotti, che durante il palio sfilerà in costume d’epoca.
«Un plauso all’entusiasmo contagioso con cui i volontari danno vita al Palio – questo ieri il saluto in conferenza stampa del sindaco Mario Landriscina – Sono cittadini che ci invitano ad appartenere alla storia facendola rivivere, con fatica e impegno. Spero che questo entusiasmo contagi tutta la città, le farà bene e ne ha bisogno».
Il Palio anche quest’anno sarà raccontato e presentato da un fascicolo illustrato in italiano e in inglese.

23 Lug 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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