Il Partito dei Poveri punta alle prossime elezioni

A Olgiate Comasco la segreteria nazionale dove si raccolgono vestiti per gli indigenti
Raccolgono vestiti e li danno ai poveri perché loro stessi, in prima persona, hanno «provato che cosa significa essere in difficoltà economiche». Ma il Partito dei Poveri non si ferma qui: «Vogliamo candidarci alle prossime elezioni», dicono i responsabili.
L’iniziativa parte da Como. Più precisamente da Olgiate Comasco, dove ha sede la segreteria nazionale del partito, in via Mazzini 2. E dove abita Giancarlo Aragona, 49 anni, titolare fino a due anni fa di un’impresa edile:

«Mi occupavo di ristrutturazioni, poi è arrivata la crisi, già nel 2007. E nel 2009 la ditta ha chiuso». Di storie come la sua, il segretario del Partito dei Poveri ne conosce a decine. «Il presidente del partito è, anche lui, un ex imprenditore – spiega – Nel settore edile e immobiliare conosco molti ex impresari, artigiani e operai che di colpo si sono trovati senza lavoro e che, magari, devono mantenere una famiglia».
L’atto notarile di fondazione del partito è datato 26 gennaio 2009, ma solo ora Aragona e soci si stanno facendo conoscere con volantinaggi e raccolte di vestiti da regalare a chi non arriva a fine mese. «Siamo un gruppo di persone, operai e imprenditori che hanno provato cosa significa essere in difficoltà economiche – si legge nel volantino – magari con famiglia a carico, senza nessun ente, luogo, persona o partito cui rivolgerci per chiedere aiuto. Abbiamo pensato di fare un partito che si occupasse solo dei poveri. Tra i poveri ci sono non solo gli indigenti, ma anche persone o famiglie che fino a ieri erano la classe media o benestante e che all’improvviso si sono trovate senza sostegno». Poi, l’invito all’adesione: «Abbiamo intenzione di aprire sezioni in tutta Italia».
La prima iniziativa del neonato Partito dei Poveri è una raccolta di scarpe, borse, cinture, indumenti, piccoli elettrodomestici, giocattoli, pentole e fumetti. Il punto d’incontro è la sede di Olgiate, dove il martedì dalle 9 in poi si ritirano i sacchi e il sabato si distribuisce quanto raccolto a chi ne ha bisogno. Ma le intenzioni del partito vanno ben oltre il volontariato: i responsabili vogliono che il PdP presenti candidati magari già alle elezioni amministrative della prossima primavera. Il programma è sul sito (www.partitodeipoveri.it): pensione minima da 1.200 euro, stipendio e pensione per le casalinghe, stipendi pubblici non superiori a 2.500 euro, riabilitazione per i falliti che non hanno procurato gravi danni agli altri. E ancora: la «fine delle guerre dei nostri soldati e lo spreco di soldi», la «nazionalizzazione delle banche per evitare speculazioni su prestiti e mutui».
Il PdP mira in alto, con lo slogan “Andiamo al governo!” che campeggia sopra il programma elettorale. «Vorremmo fare politica attiva – continua Aragona – speriamo di iniziare presto, candidandoci alle elezioni amministrative dell’anno prossimo. Per ora facciamo volontariato, la maggior parte delle persone che aiutiamo è extracomunitaria». Il segretario del PdP, che oggi si occupa di consulenze nel campo immobiliare ed edile, conferma però che, anche in provincia di Como, si moltiplicano i casi di imprenditori e artigiani rovinati dalla crisi, ex esponenti della middle class che ora faticano ad affrontare anche le spese più banali.

Andrea Bambace

Nella foto:
Sono soprattutto immigrati le persone aiutate dal Partito dei Poveri

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