Cronaca

Il “Patria” tornerà a navigare, con o senza gli arredi

In acqua dopo oltre sei anni di lavori e 3 milioni e 246mila euro spesi
Sono passati oltre sei anni dall’avvio dei lavori e sono stati spesi 3 milioni e 246mila euro. Ma, alla fine, il glorioso piroscafo Patria, entro il prossimo agosto o al più tardi a inizio autunno, dovrebbe ricominciare a navigare. Il 2012 sarà l’anno della rinascita per questo storico battello, costruito dalla ditta Odero e varato il 31 luglio 1926 con il nome “Savoia”, che ormai dal 2006, dopo essere stato acquistato per la cifra simbolica di un euro da Villa Saporiti, si trova nei cantieri di Dervio per un delicato intervento di ristrutturazione. C’è però un interrogativo sul futuro del Patria: con l’ormai imminente dismissione delle Province, chi gestirà il piroscafo? Sarebbe un paradosso ritrovarsi con il Patria perfettamente restaurato ma costretto a rimanere attraccato per mancanza di un gestore.
«Contestualmente ai lavori stiamo già affrontando questo tema – interviene il dirigente della Provincia di Como Matteo Accardi che sta seguendo l’evolversi dell’operazione – Stiamo infatti cercando, insieme ad associazioni da sempre amiche del Patria come la Famiglia Comasca e Navilariane, anche altri soggetti con i quali strutturare un programma di esercizio. Ne abbiamo già individuati alcuni». Attualmente il terzo e ultimo lotto dei lavori è cominciato.
«È forse la parte più delicata del restauro. Si sta infatti lavorando sui motori e sulla caldaia – spiega Accardi – L’intervento dovrebbe concludersi entro il 15 luglio. Ma l’eventuale ritardo potrebbe essere dato dalla mancanza di pezzi originali. In tal caso abbiamo diversi artigiani locali in grado di costruirli come allora ma ci vuole del tempo». L’intera operazione è stata suddivisa in tre lotti da circa un milione di euro ciascuno, recuperati da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e contributi statali.
Sistemato il reparto motori, rimarrà un ultimissimo intervento, l’arredamento interno che sarà affidata a uno sponsor. «Con la Soprintendenza si dovrà decidere se riproporre lo stile dell’epoca o meno», aggiunge Matteo Accardi.
Dopo il 25 luglio 1943, in seguito alla caduta del regime fascista, il piroscafo venne ribattezzato con il nome attuale. Lungo 53,66 metri e largo 12,30, ha una capacità di 900 passeggeri. Quando era in navigazione, era mosso da una macchina a vapore da 600 cavalli e poteva raggiungere la velocità massima di 16 nodi. È tornato in servizio dal 1951 al 1990. Nel 2006 è infine stato acquistato dalla Provincia di Como per la cifra simbolica di un euro. Da più di 10 anni, per il recupero si è mobilitata l’associazione Famiglia Comasca. «Realisticamente ritengo che il Patria possa ritornare in acqua entro l’autunno – spiega il presidente Piercesare Bordoli – Entro Natale spero proprio di compiere il primo viaggio. E se dovesse ancora mancare l’arredamento, navigheremo restando in piedi. Da anni ci battiamo per il recupero di questo magnifico piroscafo e siamo ormai quasi arrivati alla meta».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il piroscafo Patria dopo i lavori di ristrutturazione eseguiti nei cantieri di Dervio
16 maggio 2012

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