Cronaca

Il Pd contro l’Udc ticinese: «Cafonate propagandistiche»

alt La polemica sui frontalieri
I manifesti degli svizzeri “in mutande” scatenano la dura reazione italiana

«Cafonate propagandistiche». L’ennesimo attacco ai frontalieri proveniente dal più conservatore dei partiti svizzeri scatena la reazione della deputata comasca Chiara Braga. Alla giovane parlamentare del Partito Democratico sono andati di traverso i cartelloni elettorali dell’Udc, forza politica che si era distinta in passato per aver “trasformato” i frontalieri in roditori ingordi

e che ora accusa gli italiani di lasciare «in mutande» i ticinesi.
«Come al solito l’Udc non trova di meglio da fare che ideare slogan provocatori e offensivi contro i frontalieri. Un modo di fare campagna elettorale che francamente poco si addice allo stile sobrio e preciso degli svizzeri. Al contrario, l’unica precisione che l’Udc ticinese ad ogni campagna elettorale sembra avere è quella nelle cadute di stile. Tutto questo – insiste la deputata del Pd – mentre restano irrisolte sul tavolo tutte le questioni importanti relative alla realtà del frontalierato, in materia fiscale, di sicurezza sociale e di politica del lavoro».
La presa di posizione della parlamentare democratica è ribadita anche da Luca Gaffuri, consigliere regionale comasco eletto anch’egli nelle liste del Pd. «L’Udc non ha trovato di meglio che cavalcare un facile populismo ai danni dei frontalieri i quali, come dimostrato da studi effettuati in Svizzera da altre e ben più radicate forze politiche, sono una risorsa e una fonte di ricchezza e certo non lasciano “in mutande” i cittadini elvetici». «È una campagna che segue nei contenuti di fondo quella di “Balàa i Ratt” di due anni fa – dice ancora il consigliere regionale comasco – Un nuovo presunto atto di forza da parte delle compagini di centrodestra della vicina Svizzera che cerca di accattivarsi le simpatie di chi si dimostra più intransigente nei confronti dei nostri frontalieri».

Nella foto:
Chiara Braga
27 marzo 2013

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