Il Pd: una maggioranza di «fantasmi»

Comune di Como Palazzo Cernezzi

«Il bilancio comunale indica ciò che un’amministrazione reputa necessario fare: il fatto che la maggioranza non si presenti neppure in consiglio significa semplicemente che le forze di centrodestra non sanno più stare insieme. C’è qualcuno alla guida del Comune? Landriscina ha ancora l’appoggio dei suoi?».

Gabriele Guarisco, consigliere del Pd a Palazzo Cernezzi, trova terreno fertile per le sue critiche ai colleghi di maggioranza.

E d’altronde, tutte le opposizioni osservano ciò che accade. Un partito – Forza Italia – che tiene sulla corda gli alleati, e un consiglio ostaggio delle guerre intestine al centrodestra.

«I cittadini hanno diritto di sapere se il sindaco ha ancora una maggioranza – aggiunge Guarisco – non sarebbe serio discutere di bilancio in condizioni d’incertezza: nessuno darebbe il via libera a scelte e operazioni senza sapere chi ne risponde, se gli assessori attuali o quelli nuovi che chiede Forza Italia. Siamo pronti al confronto ma ci serve un interlocutore: farlo con i fantasmi non ha senso». Anche Bruno Magatti (Civitas) attacca facendo notare che la crisi si apre sul bilancio. «Stanno deragliando – dice – e ciò che si vede è sconcertante. Paghiamo tutti lo scotto della faida tra Lega e Forza Italia, ma chi ci rimette è Como. C’è qualcuno che fa ancora politica in questa città? Se c’è, batta un colpo per favore».

Molto dure, come di consueto, le considerazioni di Alessandro Rapinese, capogruppo della lista che porta il suo nome. «Le loro azioni – afferma – li qualificano, sembra che non siano in grado di capire fino in fondo il loro agire; d’altronde, se Como è in queste condizioni un motivo c’è. È grave il fatto che non avvertano nemmeno la necessità di farsi da parte».

Rapinese parla di «un triste spettacolo di decadenza. I risultati sono la logica conseguenza di questa situazione: un tubo da riparare diventa una cosa gigantesca, una strada da mettere a posto una cosa impossibile». Infine Maurizio Traglio (Svolta Civica): «È noto che più d’una volta sono state le minoranze a garantire il numero legale in consiglio. L’assenza di parte della maggioranza, per motivi diversi, non è più casuale da molto tempo. Per questo, abbiamo deciso di dare un segnale forte e mettere un punto a questa situazione incresciosa. Tirino le conclusioni e si prendano le loro responsabilità».

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