Cronaca

IL PERCORSO (VIRTUALE) DELLE TORRI CITTADINE

altTante idee sulla carta ma nessuna mai realizzata Un patrimonio antico che aspetta di essere messo in rete

(l.m.) È ipotizzabile un percorso storico che leghi le torri di Como? Partiamo da Torre Pantera, adiacente a piazza Verdi. Va messa in sicurezza, ma è prigioniera da anni di un’impalcatura di metallo dopo essere stata scoperchiata da un fortunale. Risale al ’400 e almeno nel XVII secolo fu museo: l’ammiraglio della flotta pontificia, Pantero Pantera, vi tenne la sua raccolta di testi nautici e geografici. Ma da quando è comunale resta al palo. Si è pensato di collocarvi il museo del Duomo

o il Parco Spina Verde. Nulla di fatto. Analogo destino per le tre torri a Sud.
Una recente tesi di laurea ha monitorato la situazione di Torre Gattoni, Porta Torre e Torre San Vitale comprendendo anche la Pantera, per la quale ipotizza un infopoint turistico. L’hanno firmata Filippo Magatti di Como e Nicolò Zugnino di Novara, laureatisi in Ingegneria Edile, e Anna Serafini di Bergamo, laureatasi in Architettura. Sono torri a rischio: importanti valori di “fuoripiombo” interessano Pantera e Gattoni. Sono sofferenti: fessure e assenza di giunti di malta comportano il rischio di distacco di parti.
Ma l’obiettivo finale della tesi è rendere nuovamente fruibili le torri. Si è proposto, ad esempio, l’apertura di uno spazio museale in Torre Gattoni, dove il fisico Alessandro Volta svolgeva i suoi esperimenti e dove ci sono i resti di una centrale Enel in disuso. Si propone la costruzione di una scala monumentale in Porta Torre con punto panoramico sul centro storico. Va detto che proprio qui l’imprenditore tessile e mecenate Antonio Ratti propose d’installare un museo, a metà anni Novanta. Lettera morta. Gli studenti propongono anche di installare una passerella tra la San Vitale e il Museo Giovio. Il tutto darebbe vita a un itinerario storico-artistico, tenendo anche conto della recente apertura ai piedi di Porta Torre della “Porta Pretoria”, la via d’accesso ufficiale alla città in epoca romana.
Se poi ampliamo lo sguardo storico all’Ottocento, si potrebbe anche considerare la torre come caposaldo di un progetto culturale dedicato alla memoria del Risorgimento che proprio in tale area visse gesta eroiche.
Ma c’è un’altra “sentinella di pietra” che potrebbe a pieno titolo far parte del tour. È la torre del Baradello. Ma l’ascensore interno auspicato dal Rotary Club Como, a esso intitolato, è stato bocciato dalla Soprintendenza. Ed è rimasto sulla carta anche il progetto di ascensore inclinato che in circa 7 minuti potrebbe portare un massimo di 30 persone dalla stazione San Giovanni alla vetta del Monte Croce. Costo 2,5 milioni e di euro.

Nella foto:
Porta Torre.
9 Nov 2013

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