Il Pianella festeggia 40 anni

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Luoghi della memoria. Ha ospitato concerti entrati nella storia il palasport di Cucciago, realizzato a tempo di record nel 1974 per il basket di serie A

Ha ospitato concerti di grandi cantanti e gruppi musicali facendo spesso e volentieri il “tutto esaurito”: da Antonello Venditti a Fabrizio De André (quest’ultimo anche con il mitico tour in cui era accompagnato dalla Premiata Forneria Marconi, immortalato poi su disco), da Biagio Antonacci ai Pooh ad Alberto Fortis (tra le coriste aveva Rossana Casale), da Nek a Francesco Guccini, dagli 883 di Max Pezzali a Gianni Morandi, fino ai veneziani Pitura Freska (che si lamentarono non poco durante

il loro live per la pessima acustica).
Tra le star di casa nostra, vi incise un live all’inizio degli anni Ottanta anche il mitico Vasco Rossi, con il supporto della Steve Rogers Band, in cui svettavano le chitarre di Massimo Riva e Maurizio Solieri.
Senza contare i non pochi live che hanno visto protagonista il menestrello lariano Davide Van De Sfroos.
Stiamo parlando del palasport Pianella di Cucciago, tempio del basket che ha quarant’anni di vita. Ne racconta la genesi la rivista culturale “Canturium”, diretta dall’architetto brianzolo Tiziano Casartelli, nel suo nuovo numero in libreria proprio in questi giorni, con un reportage fotografico d’epoca in bianco e nero che ne documenta le fasi di costruzione. Un fascicolo piuttosto ricco di spunti storici e documentari, che rievoca tra l’altro la figura del premio Nobel Giulio Natta e i suoi legami con la Brianza, illustra i rapporti del mondo del legno arredo con l’architetto Le Corbusier e le vicende dei “parchi delle rimembranze” storici nell’area brianzola in funzione del centenario della Prima guerra mondiale.
Grazie al palasport Pianella, dalla metà degli anni Settanta, per almeno un paio di lustri, anche molte band americane e inglesi fecero tappa a Cantù. Ad esempio, i paladini dell’hard rock Uriah Heep, nel 1979, e poi, tra il 1980 e il 1985, Steve Hackett, il chitarrista dei Genesis (di questo concerto canturino esiste anche un ricercatissimo bootleg), gli America, gli elettronici Tangerine Dream, gli scatenati Status Quo, i Tubes e i Rockets.
E pensare che il Palasport nasceva come struttura provvisoria per permettere al basket canturino di iscriversi al campionato di serie A, come annota Tiziano Casartelli che accompagna con un suo testo su “Canturium” le foto del 1974 di Gianni Paini che documentano il sorgere dal nulla del «dadone cucciaghese» costruito «a tempo di record» con una capienza di 4.500 posti a sedere.

Nella foto:
Un concerto dei Pooh al Pianella

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