Il plauso di Sergio Gaddi: «Un’iniziativa lodevole»

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(m.prat.) Grande sostenitore di eventi per i giovani, l’ex assessore alla Cultura del Comune di Como non poteva certo mancare nella notte di “Cross The Line”: «Quella offerta dal Teatro Sociale di Como – afferma Sergio Gaddi – è la prova, di cui purtroppo non avevo bisogno, che la città ha voglia di vivere e si ribella alla morte».
«Molti dei ragazzi arrivati venerdì sera – aggiunge Gaddi – probabilmente non erano mai entrati al Sociale per vedere uno spettacolo classico d’opera o di prosa.

Posso solo dire grazie a chi ha offerto loro questa opportunità. Si è creata una atmosfera affascinante in un luogo che può sopravvivere solo grazie alla contaminazione». 

«È stata una lodevole iniziativa – prosegue Gaddi – contro il provincialismo, che ci allontana dal tragico rischio di tornare paese. Chi resta chiuso nel suo orizzonte non va da nessuna parte, dobbiamo inseguire visioni metropolitane, di respiro europeo».
Tanto più oggi che siamo a “due passi” da Expo?
«Certamente, occorrono visioni urbane. Invece si pensa di attrarre turisti con le fiere equosolidali. Dobbiamo dare fiducia ai ragazzi e aprire, come ha fatto il Sociale, luoghi in cui possano sviluppare le loro idee».
Ecco allora il parere di un giovane musicista comasco, Luca Tommasoni, che ha testato il suo nuovo progetto musicale, “Luche”, sul palco di piazza Verdi: «È stata un’esperienza meravigliosa – racconta il cantante dei Lactis Fever – in un contesto incredibile. Insieme al batterista Roberto Tagliabue ho proposto un set elettronico stimolato dalla splendida cornice di una struttura storica».
«Da spettatore mi sono piaciuti molto il contrasto delle proposte – prosegue Luca Tommasoni – un’offerta davvero multimediale, e la precisione di una organizzazione che ha dato a tutti gli artisti un’opportunità importante che spero possa ripetersi».
Una cosa è certa, per una notte la città ha ballato felice, dimenticando la tristezza tra le vie deserte del centro.

Nella foto:
Sergio Gaddi

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