Cantù, il play e l’azzurro osservati speciali

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Pallacanestro Cantù, prosegue l’intenso lavoro di preparazione atletica in vista del campionato

(a.p.) Prime giornate intense di preparazione per la Pallacanestro Cantù che sta svolgendo sempre una doppia seduta di allenamento. Dopo una prima parte di lavoro atletico sul campo agli ordini dello strength and conditioning coach Roberto “Sam” Bianchi, segue un fase tecnica guidata da coach Stefano Sacripanti e dai suoi assistenti Max Oldoini e Nicola Brienza.
Aggregati alla formazione biancoblù in questo avvio di preparazione, oltre a Roberto Chiacig e Cristian Di Giuliomaria, si sono

aggiunti al plotoncino di giovani under 19 anche due prodotti del vivaio canturino, Giacomo Bloise e Alessandro Corno, reduci entrambi da una stagione in serie B nazionale rispettivamente a Montecatini e Legnano.
Tra gli osservati speciali che stanno faticando in questi giorni sotto lo sguardo attento dei molti tifosi seduti sulle tribune dell’Ngc Arena ci sono anche due giocatori confermati dall’ultima stagione che guardano al futuro prossimo con grandi motivazioni: il play americano Joe Ragland e l’azzurro – fresco campione d’Europa Under 20 – Abass Awudu.
Sbarcato lunedì dagli Usa, Ragland si è unito ai compagni sprizzando entusiasmo e una voglia matta di ricominciare: «Sono felice di essere tornato nuovamente qui a Cantù. Nella passata stagione mi sono trovato benissimo con la società, i compagni e ovviamente con i tifosi».
Il play americano ha ancora negli occhi la cavalcata biancoblù nella post season dove a suon di canestri e prove maiuscole ha trascinato Cantù a un passo dalle finali tricolori: «Soprattutto nei playoff abbiamo vissuto un’esperienza positiva ma confesso che l’eliminazione subita contro Roma in semifinale ancora mi brucia. Ci ho pensato spesso e mi è rimasta una sensazione di dover finire un lavoro iniziato e non portato ancora a termine».
Un messaggio chiaro, quello del play Usa, che si candida a essere anche quest’anno grande trascinatore del quintetto di coach Sacripanti.
Chi invece si candida a ritagliarsi un ruolo via via più importante è il talento emergente comasco Abass Awudu, tornato dall’esperienza estiva in Nazionale con l’oro al collo e il titolo di campione d’Europa.
«È stata un’avventura fantastica a cui tenevo tantissimo, per la quale mi ero preparato al massimo. Ora posso dirlo, mi ripaga di tanti sacrifici fatti durante le ultime stagioni».
Già, perché lo scorso anno a un certo punto il giovane biancoblù aveva mediatato di cambiare aria, per poter giocare un po’ di più e non solo fare allenamenti con la prima squadra canturina.
«Non lo nascondo, ho passato momenti non facili. Però ho tenuto duro, non ho mollato e anzi ho cercato di lavorare ancora più sodo. Diciamo che ho investito su me stesso, puntando tutto sugli Europei con l’Italia Under 20. Ecco perché questa vittoria è stata veramente speciale».
Una vittoria che ha lanciato Abass, a pieno titolo, tra i magnifici 10 della nuova Cantù. Anzi, lo è a furor di popolo, visto che domenica in sede di presentazione ufficiale è stato tra i giocatori più acclamati dai tifosi canturini. Solo Sacripanti e Leunen hanno ricevuto più applausi di lui. Non male.
«È stata un’accoglienza bellissima – dice il giocatore – Non me l’aspettavo, lo confesso. È stata proprio una soddisfazione vedere tutti quei tifosi che mi applaudivano e poi incontrare tanti ragazzi che mi chiedevano l’autografo. Ora voglio ripagarli impegnandomi ancora di più».
Per Abass sarà una stagione davvero speciale, quella della consacrazione. «Ci spero tantissimo, così come spero di ripagare la fiducia della società e dello staff tecnico. Il mio primo obiettivo sarà quello di conquistarmi un po’ di spazio. Poi si vedrà».
A Cantù ritrova coach Sacripanti, con cui ha condiviso l’oro continentale e le ultime due esperienze agli Europei Under 20. Proprio Sacripanti è stato il primo a puntare su di lui per la prossima stagione, convinto che possa avere i mezzi per diventare un giocatore vero.
«Lo ha detto anche a me – dice Abass – e mi è stato di grande aiuto. Non tanto quest’anno, ma nella passata stagione, quando mi disse che per crescere ancora dovevo trovare continuità di rendimento. L’ho capito quest’anno, e posso dire che aveva ragione. Penso di avere acquistato più consapevolezza dei miei mezzi e ora voglio giocarmi questa occasione al massimo, sempre lavorando sodo in palestra per il bene di Cantù. Insomma, da giocatore vero».

Nella foto:
Il play americano Joe Ragland.

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