Cronaca

Il popolo azzurro alla resa dei conti tra falchi, colombe e formiche

altPdl sull’orlo della spaccatura
Sono tre i delegati lariani al consiglio nazionale di sabato a Roma

(m.d.) Ci sono i falchi e le colombe, i lealisti e i governativi, i fedelissimi del presidente Berlusconi e i sostenitori del nuovo corso del segretario Alfano. E poi ci sono gli attendisti, quelli preferiscono non sbilanciarsi prima di capire che cosa accadrà. E spuntano persino le formiche.
Anche in riva al Lario il popolo azzurro vive le tensioni che stanno squassando il Pdl in tutta la Penisola in vista del Consiglio nazionale del partito che si terrà sabato prossimo a Roma, a partire

dalle 10 del mattino. E che dovrebbe sancire il ritorno a Forza Italia e la fine del Popolo della Libertà. Ma qui a Como, lontano dagli eccessi della capitale, gli schieramenti sono più sfumati. Ed è difficile fare la conta, stabilire cioè quanti siano i falchi e quante, invece, le colombe.
Una cosa è certa. Sabato saranno tre i delegati lariani che prenderanno parte ai lavori del consiglio nazionale riunito all’Eur: il consigliere regionale Alessandro Fermi, il coordinatore provinciale del partito azzurro Mario Alberto Taborelli e la coordinatrice cittadina Maria Luisa Galbiati.
Fermi, la formica
«Sarò a Roma con la speranza di ascoltare qualche proposta sul futuro di questo partito che parta dalla consapevolezza che c’è bisogno di un fortissimo rinnovamento, dal livello più alto fino a scendere a quello locale – dice Fermi – Per riavvicinare la gente al partito, che si chiami Pdl o Forza Italia, bisogna dare un segnale di grande cambiamento. La mia sensazione è che chi ha parlato per conto del partito fino ad oggi ha perso quella capacità comunicativa che è invece fondamentale per trasmettere i concetti agli elettori».
Una critica a Berlusconi o ad Alfano? «Il leader resta Berlusconi, magari con un ruolo diverso, da padre nobile del partito – spiega il consigliere regionale – Sono le persone che nella scala gerarchica arrivano subito dopo di lui che andrebbero affiancate da volti nuovi: ci sono tanti amministratori sul territorio che hanno voglia di impegnarsi».
Falco o colomba? «Come ho già avuto modo di dire – conclude il consigliere regionale senza sbilanciarsi – credo servano meno falchi e meno colombe, ma molte più formiche, disposte a lavorare per il bene comune».
Gaddi, il falco
Chi invece si sbilancia senza la minima esitazione è un berlusconiano di ferro come Sergio Gaddi, l’ex assessore alla Cultura oggi consigliere comunale. «Mi sembra oggettivamente improponibile – dice Gaddi – la continuazione dell’esperienza di governo se ci fosse un voto favorevole alla decadenza di Berlusconi. Per quanto mi riguarda, il presidente è e resta il leader del nostro partito, senza alcun distinguo».
E l’ex assessore alla Cultura è anche favorevole al ritorno di Forza Italia. «Con una scelta netta – afferma – il Pdl torna alle origini, a Forza Italia. Una decisione che mi piace moltissimo: come politico io vengo da lì, da Forza Italia». Gaddi, inoltre, sarà a Roma, pur senza diritto di voto in quanto non è un delegato: «Seguirò senz’altro i lavori del consiglio nazionale», conclude l’ex assessore azzurro.
Le colombe silenziose
Più difficile far parlare qualcuno del fronte dei governativi, quelli cioè che, anche sul Lario, pensano che buttare all’aria l’esecutivo Letta, e l’intero Paese, per le vicende giudiziarie di Berlusconi sia quanto meno una scelta azzardata. Ma la loro posizione può essere sintetizzata così: innanzitutto, Berlusconi resta il leader del partito, anche perché non è in discussione la sua leadership. Il confronto è, o almeno dovrebbe essere, sull’appoggio o meno al governo Letta. E quindi bisognerebbe valutare l’azione dell’esecutivo, giudicarlo cioè per quello che fa o non fa e per le prospettive che ha.
Su questo punto, però, non si dovrebbe prescindere dalle preoccupazioni delle associazioni imprenditoriali che, anche nel Comasco, non vorrebbero che il governo cadesse se non si ha idea di che cosa arriverà dopo.
L’ala governativa, inoltre, rifiuta la definizione di “colombe” perché non intende sostenere l’esecutivo Letta a prescindere da ciò che fa, così come, ovviamente, non si sentono “falchi” perché non hanno, a priori, atteggiamenti ostili verso il governo. Colombe o no, resta il fatto che la pensano in maniera ben diversa dai falchi.
Non è detto, però, che alla resa dei conti si arrivi già sabato, perché i giochi potrebbero venir chiusi solo dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi, previsto a fine novembre.

Nella foto:
L’intervento del premier Enrico Letta durante il dibattito sulla fiducia al governo lo scorso aprile. Alla sua destra, Angelino Alfano
14 Nov 2013

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