Il popolo dei giardini a lago adesso ha paura

Reportage – Dopo l’episodio di violenza che ha visto protagonisti due filippini
«Ci sono problemi di sicurezza. Veniamo qui sempre più raramente»
La colonna sonora è tra le più rasserenanti, le voci dei bambini, che si inseguono, giocano, ridono, chiamano la mamma e il papà con il loro timbro squillante. I genitori osservano dalle panchine, armati di borse con merendine, bottigliette d’acqua, salviettine umidificate e tutto ciò che possa servire per un pomeriggio al parco. Le carrozzine e i passeggini sono tranquillamente parcheggiati all’ombra di un albero, accanto alle giostre.
È un sabato pomeriggio di relax in riva al Lario
. Il sole aiuta a non pensare al lavoro che ricomincia, il lago allevia i primi morsi dello stress da rientro. I giardini sembrano una cartolina. O quasi. In tanta tranquillità, molti non riescono ad abbassare la guardia. Ogni tanto si guardano intorno. Controllano che non si aggirino malintenzionati nei paraggi.
Perché le notizie volano. Corrono di bocca in bocca. Specialmente se riguardano la sicurezza, l’incolumità di piccoli innocenti. Venerdì sera, poco distante dal Tempio Voltiano, l’ultima rissa. Due uomini di origine filippina sono stati arrestati per atti osceni e discriminazione razziale. Avevano aggredito due donne, una delle quali era incinta: uno schiaffo aveva raggiunto perfino una bimba di due anni. Nella rissa sono stati coinvolti anche due marocchini, intervenuti per difendere le proprie mogli.
«Non ho mai avuto la sensazione che esistessero questi problemi – afferma Egidio Cirilliano, papà di Lainate – L’impatto con questo angolo di Como è sempre stato positivo. Ma le persone che frequentano abitualmente questo parco sono più coinvolte».
E infatti una giovane mamma è pronta a sfogarsi. «Questo è uno dei posti più squallidi della città – dice Sabrina Cappiello, di Como – Da 10 anni, ormai, nessuno interviene. Sette anni fa hanno tolto le altalene, ma hanno lasciato oggetti di cemento. Alcune zone, vicino alla fontana, si trasformano in covi di tossici. Da sempre esistono problemi di sicurezza, veniamo qui sempre più raramente. È uno scempio».
«Durante il giorno non ci è mai accaduto nulla di grave – commenta Giorgio Pagani, di Appiano Gentile – Di certo, però, non rimaniamo qui la sera con i nostri bambini. Purtroppo, non ho mai notato la presenza di forze dell’ordine, che sono sempre un ottimo deterrente per i malintenzionati».
Certi episodi, però, accadono anche in piena mattina. Protagonista di una vicenda che ha dell’incredibile è una giovane mamma di Como. Venerdì mattina passeggiava sul lungo lago, a Villa Olmo; nella carrozzina che spingeva riposava il suo piccolo di appena un anno. È stata fermata da un ragazzo di colore, ben vestito, che le ha chiesto in modo cortese indicazioni per il Tempio Voltiano. Lei gli ha risposto e il ragazzo si è allontanato. Dopo pochi istanti ha chiamato di nuovo la neomamma; la donna si è voltata. A quel punto, l’immigrato aveva già iniziato a compiere atti osceni. La donna è fuggita. Ieri mattina si è incamminata nuovamente sul lungolago, ma ha notato lo stesso ragazzo del giorno prima ed è scappata.
«A volte venivo qui quand’ero bambino – ricorda intanto Luca Chiatti, di Luisago, che ha portato al parco la sua nipotina – Anche oggi non abbiamo avuto problemi. Certamente, una volta anche in questa zona si stava più tranquilli. Ora si nota un certo degrado. Tutto appare calmo, ma non dopo una certa ora».
I bambini si arrampicano su una struttura che, nella loro fantasia, può diventare una fortezza, un castello, un avamposto da scoprire. «Abbiamo sempre raggiunto questo parco di domenica – sono le parole di Valentina Brioschi, mamma di Montorfano – È un peccato che abbiano tolto le altalene. Di giorno siamo abbastanza sicuri, anche perché possiamo contare sulla presenza di molti altri genitori. Non abbiamo la possibilità di rimanere anche la sera, ma certo non resteremmo comunque».
Qualcuno esasperato, rinuncia alla diplomazia. Forse perché ha trascorso la sua infanzia tra queste giostre, all’ombra di questi alberi.
«Devono mandare le guardie armate – taglia corto Cristina Diliberto, mamma comasca – I giardini sono abbandonati. Hanno effettuato alcuni interventi, ma soltanto per rendere alcuni angoli più graditi ai turisti. Qui, invece, niente. Dicono che fanno i controlli, ma non sono mai abbastanza. Gli amministratori cittadini avevano anche comunicato più volte che avrebbero rinnovato il parco giochi; poi non hanno trovato i soldi e tutto si è fermato. Conosciamo questo parco da quando eravamo piccoli. Adesso, dopo una certa ora, è terra di senzatetto e sbandati».
Il pomeriggio prosegue. Tra un gioco e il piacevole schiamazzo dei piccoli. I ragazzi parlano tranquilli sulle panchine. Gli spiriti solitari si abbandonano sul prato, con le cuffie nelle orecchie. Insomma: una cartolina. O quasi.
Marco Proserpio

Nella foto:
Famiglie con bambini ai giardini a lago. Ma il recente episodio di violenza che ha visto protagonisti due filippini preoccupa i comaschi (foto Mv)

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