Il popolo di Facebook è con il Papa: «Vogliamo una Chiesa senza macchia»

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Le violenze in oratorio
Quasi 10 mila “mi piace” alla scelta del pontefice su Mangiacasale

La premessa è d’obbligo, perché non è mai corretto far credere alle persone cose non vere. Quella di cui riferiamo non è la pagina ufficiale redatta e curata direttamente da Papa Francesco (che rimane attivo sui social network e su Twitter) bensì “solo” quella che conta oltre un milione di fedeli (la più seguita del Vescovo di Roma) e che in calce rimanda al sito del Vaticano. Una pagina che racconta giorno per giorno i passi del pontefice, le sue parole e le opere compiute. Nella serata

di giovedì, su questo foglio virtuale frequentato dai fedeli, è comparso l’annuncio relativo alla decisione di Papa Francesco in merito a quello che era “don” e che ora è rimasto solo Marco Mangiacasale. «Papa Francesco ha ridotto allo stato laicale l’ex parroco di Como, don Marco Mangiacasale, già condannato nei primi due gradi del processo penale a 3 anni, 5 mesi e 20 giorni di carcere per abusi sessuali su 4 ragazze minorenni – si legge – La decisione del Papa è arrivata prima di quella italiana con una sentenza definitiva». Poche e stringate parole, che tuttavia in pochi minuti hanno iniziato ad accumulare una serie infinita di “condivisioni” e “mi piace”, oltre ai commenti. Ieri sera alle 20, giusto per dare una idea a meno di 24 ore dalla pubblicazione del post, i commenti erano 471, le condivisioni della pubblicazione 1.328 e i “mi piace” addirittura 8.414.
Il popolo della Rete, insomma, ha dimostrato di gradire la decisione forte di Papa Bergoglio che, è meglio ricordare, non era obbligato a prendere direttamente la decisione su don Marco Mangiacasale, l’ex parroco di San Giuliano che è stato «dimissionato dallo stato clericale» per «il bene della chiesa». Francesco avrebbe infatti potuto affidare la decisione al Vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, oppure alla Congregazione della dottrina della Fede. Invece ha deciso di suo pugno per la pena più pesante prevista dal rito canonico, per di più in anticipo sui tempi della giustizia penale, che manca ancora della Cassazione. Un gesto forte e significativo, che solo la Diocesi di Como pare non aver colto, visto che ancora ieri si questionava sui cavilli delle sentenze e sulle qualità da «buon prete» di Mangiacasale. I fedeli invece pare la pensino diversamente, e basta scorrere i commenti alla pagina di Papa Francesco per rendersi conto del comune sentire, perlomeno da parte del milione e centomila frequentatori della stessa. «Bravo Papa Francesco! Una persona come te servirebbe come capo del governo». E ancora: «La chiesa è il corpo di Cristo deve essere senza macchia, grazie Papa Francesco», oppure «grazie per il coraggio e il grande significato di questa decisione. Che il Signore La protegga». Un elenco lunghissimo senza una sola voce fuori dal coro: «Questi preti non fanno altro che screditare la Chiesa, per chi ha fede fa tanto male. Dovrebbero solo imitare Gesù», «Fuori un altro che si unisce ai 386 che ha eliminato Papa Benedetto», «Questa è la cosa giusta da fare, non toglierli da una parrocchia e metterli in un’altra».
E potremmo continuare all’infinito. Una fila lunghissima di fedeli tutti a ringraziare Papa Francesco per aver tolto il prefisso “don” dal nome di Marco Mangiacasale.
Vorrà pur dire qualcosa, crediamo.

Nella foto:
Una immagine della chiesa di San Giuliano, dove era parroco Marco Mangiacasale quando avvennero le violenze

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