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Il prefetto Corda: «La giustizia faccia il suo corso»

Il comunicato ufficiale di via VoltaIl rappresentante del governo ha parlato ieri di «momento difficile e triste»(a.cam.) Poche parole, pensate una a una, soppesate e infine dettate per evitare che si potesse aggiungere anche soltanto un aggettivo di troppo.L’inchiesta che ha decapitato i vertici della polizia stradale di Como, comunque vada a finire, è indubbiamente una pagina nera per le forze dell’ordine del capoluogo lariano.Ed è difficile, per il prefetto Bruno Corda, trovare il modo adatto per esprimere i suoi sentimenti. La riflessione, sollecitata dai cronisti, arriva comunque, perché il prefetto decide di non sottrarsi alla domanda sui clamorosi arresti del comandante della polstrada, del vice e di altri tre agenti, con 26 persone indagate in tutto.

«È un momento molto difficile e triste», sottolinea subito Bruno Corda, che aggiunge poi poche parole in una delle giornate probabilmente più difficili dal suo insediamento a Como, pochi mesi fa.«La giustizia – dice il rappresentante del governo – deve fare il suo corso e accertare i fatti, perciò è prematuro fare valutazioni sotto quel profilo. La delega d’indagine affidata alla polizia di Stato dimostra la volontà di perseguire qualunque attività illegale, anche appartenente alla propria struttura organizzativa».Del resto, i primi a dare formalmente la notizia dei clamorosi arresti dei vertici della stradale di Como erano stati proprio i colleghi del compartimento polizia stradale per la Lombardia, che già nella tarda mattinata di ieri hanno diffuso un comunicato stampa per annunciare quanto accaduto.«Al termine di approfondita e accurata attività d’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Como – si legge nella nota – personale della polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere e altri quattro di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessi dal giudice per le indagini preliminari di Como a carico di personale in servizio presso la sezione polizia stradale di Como, ritenuto responsabile dei reati di falso in atto pubblico, peculato e abuso d’ufficio. Contemporaneamente alla notifica dei provvedimenti – aggiunge la nota della stradale regionale – il personale è stato sospeso dal servizio».

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