Il prefetto: no alla Regina chiusa quattro mesi

Andrea Polichetti

Sono inequivocabili le parole del prefetto di Como, Andrea Polichetti, nella foto, al termine dell’ultima “Cabina di coordinamento” in vista del maxicantiere per la Variante della Tremezzina. La statale Regina, strada principale e unico collegamento della sponda occidentale del Lago di Como non può essere chiusa a Colonno per quattro mesi a causa del cantiere.
Troppo alto il peso già pagato da tanti paesi del Lario a causa dei dissesti idrogeologici tra luglio e i primi giorni di agosto. Troppe pure le opere di emergenza in corso di realizzazione proprio per scongiurare altre frane e smottamenti.
La nota della Prefettura di Como, diffusa ieri sera, ha dato conto dell’esito dell’ultimo vertice in via Volta. Al tavolo si sono seduti come già nelle scorse settimane i sindaci dei Comuni interessati (Argegno, Centro Valle Intelvi, Colonno, Grandola e Uniti, Griante, Menaggio, Sala Comacina e Tremezzina), dirigenti di Anas, del Ministero delle Infrastrutture, e di Regione Lombardia, il presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca, i presidenti delle Comunità montane, oltre al numero uno della Camera di Commercio di Como e Lecco e ai rappresentati del trasporto pubblico su gomma e della Navigazione.
Il prefetto Polichetti ha evidenziato come, a seguito delle alluvioni, paesi che insistono sulla Regina «subirebbero in via diretta i disagi dovuti alla chiusura al traffico delle Statale nei quattro mesi previsti – si legge nella nota – Potrebbero esserci pesanti rallentamenti sull’attuazione delle misure volte al ripristino delle strutture e delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate».
Viene così chiesto a Ministero e ad Anas di individuare «soluzioni tecniche che rendano possibile l’attuazione delle fasi di lavoro del cantiere di Colonno tramite modalità alternative alla chiusura quadrimestrale della tratta viaria, compatibili con i vincoli già esistenti».
Il dirigente del Ministero ha già dato disponibilità per un nuovo vertice nelle prossime settimane. Incontro nel quale potranno essere valutate tutte le ipotesi alternative alla lunga chiusura della statale Regina.
In questa direzione, il presidente della Provincia Bongiasca ha chiesto che anche il Politecnico di Milano possa analizzare il progetto esecutivo realizzato dall’Anas per l’attesa variante del Centrolago di Como, per formulare eventuali alternative. Lo scavo all’altezza di Colonno per la realizzazione di una delle gallerie è sicuramente il punto maggiormente critico della grande opera viabilistica. La progettazione aveva così previsto la totale chiusura per quattro mesi della Regina, giorno e notte. L’alternativa dei lavori soltanto notturna era stata giudicata impraticabile sia per i tempi sia per la sicurezza del cantiere a monte.
Sempre il presidente della Provincia ha assicurato che saranno attivati a inizio settembre i due Tavoli settoriali, cui parteciperanno sia i sindaci sia gli operatori competenti, rispettivamente, per la viabilità alternativa e per i servizi di trasporto pubblico. Da non sottovalutare anche l’impatto sull’economia del territorio causato da una chiusura così lunga.
In tal senso, Marco Galimberti, presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco, ha trasmesso proprio ieri all’attenzione del prefetto e del presidente della Provincia, un documento di sintesi che raccoglie le esigenze, le criticità e le possibili proposte di soluzione che sono arrivate dalle associazioni di categoria. Soluzioni e proposte in tema di trasporto di persone e di merci, ma anche richieste di eventuali indennizzi per le attività che non potranno lavorare durante il cantiere.

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