Il presidente degli architetti: «Lo stadio è una struttura dismessa. Va rivista tutta l’area»

Stadio Sinigaglia

Ztl in zona stadio? Sì, no, forse. Certamente togliere le auto intorno al Sinigaglia potrebbe avere senso solo con un «valido progetto di recupero dell’area. Altrimenti non ha alcun motivo di essere. A oggi infatti lo stadio è un un’area dismessa a tutti gli effetti. Se si conta il tempo di utilizzo ci accorgiamo che è quasi nullo. Uno spazio immenso in quella posizione, praticamente spento». Parole chiare che non lasciano spazio a equivoci quelle del presidente dell’ordine degli architetti di Como, Elisabetta Cavalleri. «Il Sinigaglia un tempo era la palestra dei comaschi. Si praticavano molti sport, era un impianto vivo in un’area meravigliosa. Allora se si ritornasse a queste funzioni e, ahimè, il calcio professionistico trovasse un’altra casa, allora sarebbe un’idea validissima, altrimenti mi sembra priva di spinta, di efficacia. Oggi salvo le partite del Como si fa poco o niente. Solitamente la ztl serve sia per togliere il traffico ma anche per valorizzare un’area», spiega il presidente. Il ragionamento segue di poche ore la dichiarazione dell’assessore all’Urbanistica Marco Butti, nella commissione consiliare di lunedì. «Il tema della riqualificazione dell’area stadio arriverà soltanto quando ci sarà la volontà di riqualificare l’intero comparto», ha detto l’assessore lanciando la proposta che prevederebbe «una volta ultimati i posti auto nell’ex Scalo Merci e quelli dell’istituto Gallio, l’ipotesi di una Ztl sperimentale nell’area razionalista dello stadio». Passaggio che richiederebbe innanzitutto, come sottolineato, la collaborazione della società Calcio Como che ieri non ha rilasciato dichiarazioni, salvo ribadire il proficuo rapporto in corso con Palazzo Cernezzi. «Naturalmente se l’area della cittadella razionalista fosse sgombera dalle auto ne guadagnerebbe in bellezza. Inoltre liberare viale Puecher dai mezzi aprirebbe alla possibilità di progettare il futuro degli spazi pubblici. Sfida molto interessante – spiega Elisabetta Cavalleri – Ciò però stride con la presenza dello stadio». Una struttura chiusa, «un luogo dove le porte si aprono per poche ore alla settimana. Il Sinigaglia era la palestra dei comaschi, si svolgevano tanti sport differenti».
Infine un’ultima considerazione. «Recuperare lo stadio in funzione poi della Ztl, unitamente all’area razionalista e alla passeggiata che va a Villa Olmo: ciò avrebbe un senso, il contrario non molto». Anche perché così facendo e dunque ipotizzando «di eliminare le auto vorrebbe dire metter in esser un atto che però, senza un progetto, non avrebbe un possibile sviluppo futuro», conclude il presidente degli architetti di Como.

Scettico l’architetto Ado Franchini, che fino a due anni fa ha insegnato Progettazione architettonica urbana al Politecnico e ha firmato la riqualificazione delle industrie Somaini di Lomazzo nel centro tecnologico “ComoNext”. «È un tema che va affrontato da una prospettiva di riqualificazione urbanistica. Parlare solo di Ztl mi sembra velleitario. Quell’area, come molte altre, è da sistemare. Moti punti sono abbandonati – spiega l’architetto – Come si fa a ipotizzare simili cambiamenti senza pensarli a fondo? Passeggiavo in zona pochi giorni fa e i segni di degrado sono ovunque, parlare di togliere i parcheggi non ha molto senso. Prima bisognerebbe pensare, azione non fatta anche nel caso del lungolago. Il problema non è capire come arredarlo, il problema è di progettazione complessiva. Non si tratta di riempire il giardino sul retro di casa. Mi chiedo il perché simili concetti vengano spesso, almeno a considerare le dichiarazioni fatte, ignorati».

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