Il presidente dei medici Spata: «Troppa gente a passeggio, lockdown inevitabile»

Como 14 febbraio 2021

Lo spettro di un nuovo lockdown totale, dalla durata indefinita, e l’avanzata inarrestabile della variante inglese, rappresentano i due nuovi fronti caldi nella lotta al Coronavirus. E in entrambi i casi, l’arma più efficace rimane innanzitutto il rigoroso «rispetto delle regole da parte di tutti noi. Cosa che purtroppo non si è vista in questo fine settimana», dice il presidente dell’ordine dei medici comaschi, Gianluigi Spata.
Domenica infatti, sia in centro a Como (nella foto) che nelle altre grandi città, complice anche il bel tempo, si è assistito a una vera invasione da parte delle persone a caccia di un po’ di “vecchio” svago nel tempo libero.
Nessun problema di ordine pubblico è stato segnalato ma la presenza di così tante persone in giro ha inevitabilmente richiamato i rischi potenziali per la mancanza del necessario distanziamento. E proprio nelle ore passate hanno fatto discutere le parole di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della salute Roberto Speranza che, considerando la situazione attuale, con i contagi in crescita e un diffondersi sempre più rapido della variante inglese, ha parlato della necessità di un lockdown totale per alcune settimane.
«Il Paese che ha fatto entrare la variante inglese in Europa è la Svizzera – ha spiegato lo stesso Ricciardi alla trasmissione Rai “Che tempo che fa” – Gli inglesi sono andati a sciare in Svizzera, negli impianti pervicacemente tenuti aperti. Una maestra si è infettata e ha contagiato i suoi allievi. Da lì la variante si è sparsa nella scuola svizzera e nel resto dell’Europa».
«È fuori di dubbio che se continuiamo a comportarci come accaduto domenica in riva al lago, il lockdown di cui parla il consigliere del ministro Speranza ce lo andiamo inevitabilmente a cercare. Sarà impossibile non prevederlo – afferma il presidente Spata – La gente deve rendersi conto che siamo a un bivio: la campagna vaccinale è decisiva ma se le persone, per imprudenza, continuano ad ammalarsi, allora abbiamo un serio problema. Dobbiamo essere scrupolosi, i casi stanno salendo così come i ricoveri in terapia intensiva. È un momento cruciale non vanno commessi errori».
L’altro fronte della lotta è rappresentato dalla temuta variante inglese che sembra avere una capacità di diffondersi molto rapida. «La variante inglese altro non è che una leggera mutazione del Coronavirus che ha come caratteristica quella di avere una maggiore trasmissibilità – dice il professor Fabrizio Maggi, docente universitario e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Sette Laghi – Si registrano infatti cluster di infezioni elevate. Con diversi casi in poco tempo. Ciò che è importante, in base alle evidenze attuali, è che non contrasta la capacità dei vaccini di fare il loro dovere. Inoltre questa variante si presenta con le stesse caratteristiche e i sintomi di tutte le altre varianti del virus. In termini di trasmissibilità la variante “inglese” manifesta un aumento per tutte le fasce di età, compresi i bambini». Ma non ci sono – come ribadito dall’Istituto superiore di sanità – evidenze, pur essendoci studi in corso, che tale variante abbia come target specifico i bambini, non li infetta dunque in maniera particolare rispetto agli altri. «Necessaria la massima attenzione. Uno studio recente su scala nazionale indica che la variante inglese rappresenta oggi un caso ogni cinque in tuta Italia e la tendenza è a un deciso incremento». conclude il professor Maggi.
Dunque la preoccupazione è ovviamente presente. «Si può ipotizzare che la variante inglese diventi quella prevalente in Lombardia – commenta Paolo Grossi, professore di malattie infettive all’Università dell’Insubria – perché si diffonde molto rapidamente. È verosimile che in poche settimane crescano i casi. Ecco perché non dobbiamo in alcun modo abbassare la guardia. È un concetto che va ancora una volta ribadito anche dopo aver osservato quanto accaduto nel fine settimana con troppe persone in giro». Sull’ipotesi lockdown «idealmente, anche se il concetto è stato comunicato molto male, l’idea di chiudere per alcune settimane potrebbe anche avere un senso ma nella realtà ciò deve fare giustamente i conti con il mondo economico e i danni per la ripartenza del paese. In ogni caso prima di esprimere certe valutazioni, per evitare il caos, sarebbe meglio consultarsi con il Governo».
i dati
Sono stati solo 8 i nuovi casi positivi emersi ieri in provincia di Como, a fronte però di pochi tamponi esaminati (14.260). Domenica i tamponi erano stati 30.289 e i nuovi contagi sul Lario ben 83. Ieri si sono registrati anche 2 decessi nel Comasco, per un totale, dall’inizio della pandemia, di 1.715 vittime. In Lombardia, a fronte dei 14.260 tamponi effettuati, i casi positivi segnalati nella giornata di ieri sono stati complessivamente 945, con un’incidenza del 6,6%.

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