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Il professor Lazzarini svela un’epigrafe romana sul lago

Un sarcofago, poi forse declassato a fioriera, parla ancora. Un’epigrafe urbana nota finora solo attraverso trascrizioni in codici manoscritti a cui poi si sono riferiti editori successivi, è stata individuata nel giardino di una villa del Lago di Como.Ne darà notizia il professor Sergio Lazzarini, docente di Diritto romano all’Università dell’Insubria di Como, in un volume di prossima pubblicazione.La scoperta rappresenta un ulteriore tassello per la ricostruzione della circolazione delle epigrafi nell’ambito dell’interesse per l’antichità classica e del collezionismo.Il saggio del professor Lazzarini comparirà tra fine marzo e inizio aprile in un volume in onore e memoria della professoressa Ida Calabi Limentani, insigne epigrafista della Statale. Sarà un numero speciale del periodico internazionale “Epigraphica” fondato nel 1939 da Aristide Calderini e diretto dal professor Attilio Mastino dell’Università di Sassari (il sito è www.epigraphica.it).Il volume esce nel decennale dalla pubblicazione del volume della Calabi Limentani Scienza epigrafica (Faenza, Fratelli Lega Editori, 2010), summa della sua ricerca in storia dell’epigrafiaL’epigrafe in questione solleva molti interrogativi che il saggio di Lazzarini permetterà di indagare: come arrivò da Roma a Urio dove è situata? Di fatto dal Cinquecento nulla più se ne sapeva.L’individuazione dell’epigrafe lariana al di là dell’interesse per il mondo degli studiosi sottolinea quanto la disciplina dell’epigrafia sia coltivata nella nostra Università insubrica. Il sarcofago (lungo 2,10 metri per 58 centimetri di larghezza) con l’epigrafe oggetto del saggio sono stati individuati dal professor Lazzarini durante una visita organizzata dalla Società Archeologica Comense. Il professore, come detto, insegna Diritto romano, anche con specifica attenzione all’epigrafia giuridica, quale importante fonte di conoscenza del diritto antico, prospettiva che qualifica l’ateneo comasco ponendolo in stretto contatto con i maggiori centri di studio italiani ed esteri in cui è mantenuto il raffinato insegnamento dell’epigrafia nei corsi di giurisprudenza. Il sarcofago dovrebbe risalire al III secolo dopo Cristo ed era – recita l’epigrafe – quello di un peraltro ignoto “Marcus Aurelius Alexander”, cui i fratelli, dice il testo latino, dedicarono il monumento.

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