Il progettista che sogna le casse in stile Kubrick: «Con 1.000 euro si assembla un buon sistema»

Il guru romano
Ha 65 anni appena compiuti, l’ingegnere romano Renato Giussani, di origine comasca, e fin dagli anni ’70 è uno dei “guru” dell’alta fedeltà italiana. Questo mago dell’elettroacustica ha segnato un’epoca. Doug Sax, il mitico discografico dell’etichetta Sheffield Lab, che ha curato il remastering di molti cd dei Pink Floyd, rimase entusiasta delle sue casse al “Consumer Electronics Show” di Las Vegas nel 1983. Si potrà incontrare – non in uno stand ma nei corridoi, in visita – anche
Giussani alla prossima fiera Top Audio di Milano. «Con una soglia minima di accesso di circa 1.000 euro si assembla un buon sistema, magari con pezzi pescati tra l’usato – dice – L’importante è saper ascoltare il proprio ambiente. L’impianto deve dare una sensazione di realismo». Giussani, che ha iniziato a scrivere sulle riviste tecniche e a progettare diffusori quando lo “stereo hi-fi” era uno status symbol, ha sempre privilegiato le casse slanciate e capaci di “sparire” nell’ambiente per far posto a un suono estremamente “realistico”. Ora lavora alla concretizzazione del sogno di una vita: il sistema “GR TMA-1”, che riproduce esattamente le proporzioni del monolite TMA-1 (Tycho Magnetic Anomaly 1) del film 2001 A Space Odissey di Stanley Kubrick: 25 cm di profondità, largo un metro e alto 2 metri e 25. Non per tutti i salotti, ma una bella sfida.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Il progettista di origine comasca Renato Giussani

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