Il progetto azzurro con i grandi del passato

altMino Favini e altri ex nel piano dei dirigenti
L’idea è di riportare al Como le persone che hanno contribuito a fare grande questa società, quando negli anni ’80 era considerata un modello per tutti.
Una operazione che ha preso il via con l’arruolamento a responsabili del settore giovanile Roberto Galia e Silvano Fontolan, proseguita la scorsa estate con l’arrivo di Giancarlo Centi (coordinatore tecnico) e di Angelo Massola (coordinatore dello scouting) e che potrebbe registrare un nuovo arrivo clamoroso, quello di Mino Favini.

La notizia è stata anticipata ieri dal “Corriere di Como” e confermata da fonti societarie. L’intenzione sarebbe di far vestire di nuovo i panni di dirigente azzurro all’uomo che negli anni ha fatto crescere calciatori che hanno scritto pagine importanti del club lariano e del calcio italiano.
Una lista lunghissima che comprende, tra gli altri, il compianto Stefano Borgonovo, Gianfranco Matteoli, Luca Fusi, Pietro Vierchowod, Diego De Ascentis, Giovanni Invernizzi, Francesco Pedone, Gianluca Zambrotta, Enrico Annoni e gli stessi Galia e Fontolan.
L’intenzione, prima di tutto, sarebbe quella di affidargli il ruolo di presidente onorario. Una figura istituzionale, ma anche operativa, visto che comunque Favini, nel caso accettasse la proposta del presidente Pietro Porro, potrebbe coordinare il settore giovanile azzurro e proseguire un lavoro che negli anni gli ha regalato tante soddisfazioni.
Un ritorno in una società che ha sempre amato, anche quando la lasciò all’inizio degli anni ’90, quando l’Atalanta lo chiamò e la dirigenza dell’epoca non fece, a dire il vero, molto per trattenerlo.
E a Bergamo ha fatto le fortune del club nerazzurro, lanciando gente del calibro di Riccardo Montolivo, Giampaolo Pazzini, Domenico Morfeo, Giacomo Bonaventura, Rolando Bianchi e, in tempi più recenti, Daniele Baselli. E non va dimenticato che ha fatto crescere come allenatore, proprio nel vivaio atalantino, l’ex commissario tecnico azzurro della Nazionale Cesare Prandelli.
Ma l’amore per il Como è sempre rimasto e, a quasi 80 anni, Favini potrebbe decidere di tornare nella società lariana, con l’attuale dirigenza che lo accoglierebbe a braccia aperte. Sicuramente bisognerà vedere anche cosa ne pensa l’Atalanta, che certo non si priverà a cuor leggero di un personaggio così importante.
E Favini, se davvero dovesse rientrare nella società azzurra, potrebbe fare da apripista a una serie di ex che la società vorrebbe riportare sul Lario.
Di fatto giocatori che, proprio con il grande talent scout, sono cresciuti e che ora, dopo essere stati buoni calciatori, sono in giro per l’Italia come allenatori, soprattutto nel settore giovanile. Perché l’idea è di fare un copia-incolla di un modello che negli anni ’70 e ’80 è stato vincente. E anche dopo tanti anni la ricetta di puntare sui vivai, per club come il Como, pare la migliore per cercare di sopravvivere.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Mino Favini, dopo vent’anni all’Atalanta, potrebbe tornare al Como da presidente onorario

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