Il “caso vigili”. Siamo all’assurdo. Così ci si fa male

Il commento
di Emanuele Caso

«Continuiamo così, facciamoci del male». La celebre frase di Nanni Moretti sembra calzare a pennello per la gestione del “caso vigili” da parte della giunta comunale. Ieri, l’ennesima perla, griffata Gisella Introzzi.
La quale sostiene che l’ex vicecomandante Vincenzo Aiello aveva effettivamente i titoli per essere nominato dirigente dal sindaco e quindi diventare il nuovo comandante pro-tempore della polizia locale. Ma siccome primo cittadino e assessori hanno ritenuto questo semplice

passaggio oscuro e illogico, si è preferito nominare un altro dirigente già in servizio sebbene specializzato in informatica.
Siamo alle comiche. In primo luogo, perché se quel ruolo era (come effettivamente è: sapreste voi, commercialisti, avvocati o giornalisti, guidare 80 agenti, in buona parte armati?), si diceva, siccome quel ruolo è così delicato, la Introzzi vorrebbe fare credere che la scelta migliore sia stata affidarlo a un esperto di tecnologia. In secondo luogo, risulta quasi offensivo il passaggio secondo cui l’eventuale incarico pro-tempore ad Aiello avrebbe reso oltremodo sospetta la legittima partecipazione dell’ufficiale al successivo concorso pubblico per la scelta definitiva. Come a dire che i commissari che per legge devono giudicare i partecipanti, inevitabilmente (e quindi fraudolentemente) lo avrebbero avvantaggiato. Scorretti per forza, insomma. Mah.
Sul fatto che ben 2 dirigenti di primissimo livello (Valeria Guarisco, capo di Gabinetto, e Pietro Gilardoni, opere pubbliche) siano stati nominati da questa stessa giunta con incarichi fiduciari, meglio sorvolare. Qui le gote di chi ora parla di «procedimento poco trasparente» potrebbero arrossire. Molto. Troppo.

Emanuele Caso

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