Cronaca

Il questore alla festa della Polizia. «In noi c’è un grande dolore. Ma siamo un organismo sano»

altIl passaggio sulle inchieste penali
Nella giornata del 162° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il Questore era atteso – nel suo discorso – anche sul punto più delicato, quello che ha visto nelle settimane scorse alcuni agenti coinvolti in due successive ordinanze di custodia cautelare disposte dalla procura di Como.
La prima che ha in sostanza decapitato i vertici della Polizia stradale (le ipotesi di reato vanno dal falso all’abuso d’ufficio, ma si parla anche di peculato e di calunnia), la seconda che

ha portato agli arresti “domiciliari” un poliziotto accusato dalla procura di vendere notizie riservate a una agenzia di riscossione crediti.
E il capo della Questura di Como non si è sottratto, sottolineando nei saluti iniziali «il leale spirito di servizio» che lega la polizia alla Procura, per poi riservare in chiusura di intervento un intero capitolo alla vicenda. «Non posso sorvolare sugli episodi che recentemente hanno coinvolto appartenenti alla Polizia di Stato in servizio presso questa sede – ha detto Michelangelo Barbato alla platea – Noi siamo coloro che credono fermamente in quanto riportato ed espresso nell’articolo 27 della Costituzione Italiana: l’indagato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Stabilire oggi, quindi, l’innocenza o la colpevolezza dei poliziotti indagati sarebbe non solo fuori luogo ma senza senso». E ancora: «È del tutto evidente che ciò che vale per un cittadino a maggior ragione deve valere e vale per il poliziotto, per ogni tutore dell’ordine».
Poi il passaggio più sofferto: «Solo il tempo e l’abnegazione al servizio potranno rimarginare la ferita, smorzare il grande dolore che questi eventi creano all’interno della struttura – ha proseguito il Questore di Como – Struttura che, come un organismo sano, ha prodotto, produce e produrrà sempre i propri anticorpi anche di fronte al “semplice” sospetto che si stia sviluppando un contagio».
Un intervento, quello del capo della polizia lariana, che al termine è stato applaudito dai presenti nella sala conferenze al secondo piano della Questura ed è avvenuto pochi attimi prima delle premiazioni agli agenti che più si sono distinti per i risultati ottenuti in servizio sul Lario.

M.Pv.

11 maggio 2014

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