Il rapporto della Uil: tessile e metalmeccanico i settori più stressati dagli effetti del virus

Tessile Milano Unica

A rischio tanti posti di lavoro, oggi salvaguardati dagli ammortizzatori sociali e dal divieto di licenziamenti per giustificato motivo: è l’allarme lanciato dalla Uil del Lario, sulla base del 9° rapporto sulla cassa integrazione relativo ai primi nove mesi del 2020. A settembre, rispetto al mese precedente, si evidenzia una frenata della richiesta di ore di cassa da parte delle imprese, mentre il confronto tra settembre 2020 e lo stesso mese dell’anno precedente segnala un incremento. È però il confronto dei primi nove mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2019 a porre in evidenza ancora una volta le drammatiche conseguenze economiche dovute alla pandemia. Tra gennaio e settembre di quest’anno sono stati 22.766 i lavoratori in cassa integrazione a Como. Tutti i settori hanno subìto le conseguenze dell’emergenza sanitaria, in particolare i due principali comparti del territorio lariano, il tessile e il metalmeccanico, oggi sottoposti a forte stress. «Ancora una volta si deve rimarcare che il rallentamento della richiesta di cassa integrazione nel mese di settembre rispetto al mese precedente non deve lasciare andare a facili entusiasmi – spiega il segretario generale della Uil del Lario, Salvatore Monteduro – Purtroppo, il peggioramento della situazione sanitaria inciderà negativamente sulla domanda estera e interna. Il quadro economico resta preoccupante, ci sono a rischio numerosi posti di lavoro».

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