Il razionalismo ferito è in attesa di nuove cure

altMonumenti da salvare – La “conservazione programmata”
Camerlata, entro l’estate il cantiere per la fontana di Cattaneo e Radice

(l.m.) Un simbolo malato di una città malata. Un intervento procrastinato da mesi è atteso entro l’estate. In autunno il Comune contava di completare la mappatura del quadro fessurativo della Fontana di Camerlata. Nata per la Triennale del ’36 come modello in scala 1 a 1 in cemento di un’ipotetica geometria monumentale in marmo, e poi rifatta nel 1960 in cemento decorativo, l’opera di Cesare Cattaneo e Mario Radice soffre di inquinamento e crepe dovute alle vibrazioni. Restaurata più volte, negli anni Novanta e all’inizio del

terzo millennio, avrebbe bisogno di cure (costo preventivato circa 200mila euro ogni 10 anni): crepe, macchie e distacchi di materiale sono all’ordine del giorno. Un biglietto da visita che è uno scandalo.
L’impalcatura ancora non si è vista ma il Comune promette che entro l’estate partirà l’intervento, fondi a bilancio permettendo. L’analisi sarà la premessa fondamentale per un restauro anche se l’Archivio Cattaneo che tutela e promuove la memoria dell’architetto cernobbiese ha provocatoriamente affermato – in una intervista lo scorso anno al nostro giornale – che sarebbe forse opportuno abbattere l’opera che è in cemento armato e come detto fu pensata originariamente in marmo, per realizzarla in materiale più durevole ma meno oneroso, ad esempio quello plastico.
Ma che fine ha fatto il progetto per la “conservazione programmata” dei monumenti del Razionalismo comasco, lanciato nel 2009 dal Comune con un cofinanziamento della Fondazione Cariplo, dove era inserita anche la Fontana? Finora ha fatto il latitante. Perché? In molti se lo sono chiesti, l’anno scorso, alla notizia che si vorrebbe candidare Como tra i patrimoni dell’Unesco (l’iniziativa è della lista di minoranza a Palazzo Cernezzi “Per Como”) dato che è un museo all’aperto dell’architettura geometrica del ’900. Dove spicca quel gioiello che è la Casa del Fascio di piazza del Popolo (infestata dalle erbacce), sede delle fiamme gialle e reclamata dal Comune, sempre lo scorso anno, per farne un museo. Il Monumento ai Caduti sul lungolago è spesso preda di vandalismi, l’Asilo Sant’Elia di via Alciato ha crepe sulla facciata e, come detto, la Fontana di Camerlata è uno zombi piantato in mezzo a smog e vibrazioni e a piogge acide.
Il Comune a onor del vero sulla fontana non è stato inerte: ha arrestato l’invisibile degrado interno dovuto alla condensa sulle parti metalliche, con apposite endoscopie. E all’Asilo Sant’Elia sono state compiute verifiche di stabilità dei controsoffitti, adeguamenti nel reparto cucina e refettorio e tinteggiature.

Nella foto:
Degrado incessante
A destra, l’aspetto attuale della fontana di Camerlata, opera dell’architetto cernobbiese Cesare Cattaneo e del pittore astrattista comasco Mario Radice. Sopra, le crepe nel rivestimento in una foto che risale al 2011. Vibrazioni e inquinamento contribuiscono al progressivo degrado del monumento considerato uno dei simboli del Razionalismo lariano

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