Il ricordo di Bruschi: «Sapeva apprezzare gli aspetti positivi della vita»

La testimonianza di Agop Manoukian
«Ricordo Renato Bruschi come una persona brillante, vitale, appassionata, dal carattere espansivo, sempre di compagnia». Agop Manoukian, fino al 2011 presidente della Lechler, traccia così il ritratto di Renato Bruschi – scomparso nei giorni scorsi all’età di 79 anni – che dell’azienda comasca è stato direttore amministrativo, socio e coamministratore.
Renato Bruschi era entrato nella Lechler negli anni ’70 dopo suo padre Aldo. E, come testimonia ancora Agop Manoukian: «Era stato partecipe
di un importante processo di modernizzazione, sotto ogni fronte, della nostra azienda e dello spostamento del nostro stabilimento. Ha sempre portato avanti con rigore quella che era la gestione amministrativa».
«Ogni adempimento veniva fatto con puntualità e serietà – aggiunge Manoukian – e questo per noi è sempre stato un pregio, una ricchezza. Bruschi ha poi dato un impulso importante per il passaggio tra la seconda e la quarta generazione nella gestione della società».
Agop e il fratello Noubar Manoukian hanno lavorato per anni a fianco di Renato Bruschi. «Un uomo che sapeva apprezzare gli aspetti positivi della vita», aggiunge l’ex presidente, nel suo ricordo sì del manager, ma soprattutto della persona.
Tra le passioni di Renato Bruschi c’era quella per la motonautica. Non è un caso che lunedì scorso ai suoi funerali fossero presenti dirigenti e amici della gloriosa Mila, la società cittadina che da qualche anno è confluita nello Yacht Club. Lo stesso Bruschi era stato pilota e aveva partecipato alla “Pavia- Venezia” e alla “Centomiglia del Lario”.
«All’inizio degli anni ’80 – ricorda Livio Prada, a lungo prezioso collaboratore della Mila – era stato proprio Bruschi, assieme ad altri soci del nostro sodalizio, a portare la Formula 1 sul Lago di Como. Lui era un grande tifoso di Renato Molinari e assieme avevamo affrontato molte trasferte per seguire il nostro campione, che all’epoca era il più forte pilota del mondo».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Renato Bruschi, secondo da sinistra, in un’immagine con i suoi familiari

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